Immobilismo

Un Bimbo ha appena urlato
“Coglione”al Padre
e Lui ha continuato, impassibile,
a parlare al Telefono.

Mi sa che il Bimbo ha ragione.

In questo paese si permette TUTTO (e non solo ai figli)
In questo paese si preferisce NON INTERVENIRE per non complicarsi la vita.
In questo paese non si applicano le leggi (oddio forse nei confronti di qualche sfortunato disgraziato sì).
Che faccio continuo?…..E poi ci meravigliamo se……

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Il “Dio Quattrino”

Comunque alla fine di bandiere ne rimangono ben poche. Io ne ho una sola, quella vera, quella a cui i miei mi hanno insegnato ad essere attaccato, il tricolore. Ma è una questione pura e semplice di moralità. C’è che sogna ed insegue il grande amore e……. si ferma al sogno, c’è chi invece sposa quello con la Ferrari. Spesso i soldi, il quattrino, vanno oltre a tutto. Ho visto persone veramente attaccate al “Dio quattrino”. Cosi attaccate da aspettare che venisse abolito il roaming per decidere di andare all’estero. Vero Gigio Donnarumma?

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Caro Mauro Icardi

Caro Mauro Icardi
dimmi un pò chi te lo ha fatto fare di scrivere, a 23 anni, una tua autobiografia. Hai 23 anni!!! Magari la tua prima infanzia….Ma davvero chi te lo ha fatto fare di sollevare tutto sto polverone.
Sei giovane e sei pure un buon attaccante. Godi della fiducia e porti per questo la fascia di capitano.
E ti metti oggi sul conto corrente 5 milioni di euro all’anno.
Io sono un vecchio romantico che riesce a commuoversi anche guardando qualche filmato che parla di sport, di calcio.
Un calcio fatto di lealtà, sacrificio, attaccamento, onestà, caparbietà e tanto altro.
Anche nelle squadre italiane ci sono stati esempi importanti, anche in quella di cui oggi indossi la maglia.
Non è la mia, ma quello che conta in questo caso non sono i colori, ma gli uomini che la indossano. Atleti e uomini, a 360°, veri esempi per i ragazzi.
Sportivamente e umanamente ti auguro un giorno di vivere queste stupende toccanti emozioni. Sono 8 minuti di filmato, ma meritano. Si gioca una partita, ma l’unico vero spettacolo è a bordo campo……

Spreco

Diverso tempo fa avevo visto in tv una intervista ad un uomo che appariva semplice nella sua casa normale, amante della vita, dei valori, della semplicità appunto, e degli animali. Questo uomo è un capo di stato, è il presidente dell’Uruguay.

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Una gran bella frase, non trovate?

Educazione

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Lo scopo dell’educazione è di trasformare gli specchi in finestre.

Un tweet trovato e catturato. Di esempi di mala educazione ne potrei citare tanti, ma da quando mio figlio ha intrapreso il suo percorso scolastico, mi sono accorto di quanto il mondo sia davvero cambiato e con esso tante persone. Valori in cui credo fermamente perchè li ritengo fondamentali, li vedo molto sfumati e spesso assenti. Si parla spesso di progresso, poi ci si accorge come “rispetto”, “educazione” “altruismo”, per citarne alcuni, siano parole che troviamo in gialle pagine di qualche dizionario datato. E quando affermo ciò non mi riferisco ai ragazzi, ma a chi li dovrebbe educare.

Bisogni

Un amico ha postato sul suo profilo facebook queste righe. Una lettura semplice di parole chiare, quantomai vere.

“L’uomo moderno è “svuotato” della sua interiorità, è frammentato, anzi spezzettato nella sua unità interiore. Non solo egli si nega qualsiasi capacità di dominare i propri bisogni, ma lo si incoraggia a ricercarli, a favorirli, addirittura a incrementarli in ogni modo e a ogni costo promuovendo, in modo assillante, ossessivo, con tecniche sofisticatissime di comunicazione, nelle varie proposte pubblicitarie, la molteplicità dei suoi potenziali bisogni.
Oggi la norma adottata infatti, non è più l’utile, il dovere, il sacrificio, la disciplina, il dominio di sé, ma la soddisfazione totale e immediata di tutti i bisogni, di tutti i desideri e di tutte le aspirazioni soggettive, senza alcuna esclusione e restrizione.
L’uomo, fabbricato dagli altri, programmato dagli altri, agisce come gli altri e fa ciò che gli altri hanno stabilito, per il suo presente e il suo futuro, per la sua vita e la sua morte, più che mai convinto di procedere verso un nulla senza fine”. (A. Bassanetti – Dov’è mio figlio?)