Vergogna italiana

Si, vergogna e forse non basta. In questi giorni ci si indigna per il selfie di Salvini mentre mangia la Nutella, per i cori beceri e razzisti sugli spalti di uno stadio di calcio. Si pensa, dopo mesi (e per quanto riguarda la giustizia son sicuro che finirà anche questa volta a “tarallucci e vino”) a ricostruire il ponte di Genova, mentre lo stato, la politica tutta abbandona i terremotati ad un nuovo natale (il terzo) in mezzo a ruspe ferme, detriti, topi, muffe, nessuna gru che indichi una parvenza di ricostruzione. Vergogna è poco.

Amatrice bla bla bla

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Un anno di ritardi e promesse.
Che l’indignazione sia con tutti noi, sempre, e non la “moda” di un giorno.
Chi era allora al governo promise per: ” Faremo tutto in 6 mesi”.
È passato un anno e nulla, neanche i milioni arrivati dagli sms di tutti noi.
(Non è che magari Errani si è confuso tra ricostruzione e ricreazione?)
Lo sbaglio è che dovevano lanciare le macerie addosso a quei falsi che sono stati a visitare Amatrice. Finché li accolgono con applausi…

Quando la toppa è più grande del buco

Torno sulla incresciosa uscita di Groupalia:

La scivolata è clamorosa. E come spesso accade, la toppa, che poi è stata rimossa, è stata quasi più grande e vistosa del buco. Cercare di legare un prodotto/servizio al trend del momento non è stata una buona idea:

E la terza uscita è stata la ciliegia sulla torta:

Non era loro intenzione offendere qualcuno. Non si è offeso nessuno, vero?

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

 

Il momento di chiedere [parata, Papa e calcio]

Leggo un po da tutte le parti, soprattutto nei social:
Dopo il secondo terremoto in Emilia, chiediamo al Presidente della Repubblica di annullare la parata militare del 2 giugno e chiediamo al Papa di annullare il viaggio a Milano
Ai primi accenni di terremoto nel calcio invece si chiede al calcio di fermarsi a riflettere e magari di smettere di giocare per qualche anno.
Ognuno è giusto che pensi quel che vuole, ma  da “bastian contrario” quale sono, credo che sarò tra i pochi a sostenere quanto sia più logico chiedere qualcosa “prima” che le cose avvengono, soprattutto quelle che procurano vere disgrazie! Della serie: siamo bravi nella gara di solidarietà, ma in fatto di prevenzione siamo troppo indietro.

In caso di terremoto…..

Prima esci, poi (eventualmente) twitta.

Ho carpito questo post a Massimo Mantellini proprio mentre osservavo in tv le immagini riprese da vari telefonini durante la scossa di terremoto di questa mattina, poi passate su Youtube o mandate direttamente alle varie agenzie giornalistiche. Ho la fortuna di vivere lontano dalla zona in cui si è manifestato in questi giorni il sisma. Ma, nel primo evento, quello alle 4 circa di notte, mi ha svegliato. Ho preso moglie e figlio e sono sceso di corsa al primo piano (accorgendomi tra l’altro che avevo dimenticato la suocera che dormiva beatamente). In quello di oggi, alle 9,00 stavo uscendo e ho notato l’acqua agitata nell’acquario e il lampadario che andava a destra e a manca. E mi sono definitivamente reso conto che molto probabilmente non ho nè il senso innato del giornalista nè un coraggio da leone.