Scuola e genitori

I presidi potranno avere più potere sugli insegnanti quando gli insegnanti potranno avere più potere sui genitori.

L’ho letta da qualche parte, e pur essendo genitore di un figlio che sta per dare l’esame di terza media, dico che un fondo di verità in questa frase c’è. Eccome. Stamani in attesa per un colloquio con la prof di Storia e Geografia ne ho avuto conferma ascoltando alcune esternazioni di mamme.

Maturità

O mio Dio. Vi è mai capitato in sogno (incubo per me) di rivivere il vostro esame di maturità? Il mio lo ricordo bene anche se mi sfugge l’anno (si va troppo indietro). Oggi tema di italiano. Frequentavo il liceo scientifico nella mia Forte dei Marmi. Dopo i vani tentativi di conoscere i titoli dei temi proposti nelle varie scuole italiane sparse nel mondo, tipo svizzera, Sud Africa, Australia ecc decisi di prepararmi su due argomenti, Montale e udite udite su quello che sarebbe diventato il Parlamento Europeo. Intuizione geniale. Sapevo tutto e di più, persino il numero di scarpa di ogni politico che stava lavorando al progetto. Dopo 90 minuti circa avevo finito il tema ed aiutato qualche compagno a me vicino di banco. Risultato? 9. Il bello che grazie a quello splendido voto riuscii a cavarmela per il “rotto della cuffia“. Insomma ottenni un 36/sessantesimi (allora quella era la votazione in essere). Il minimo insomma. Lascio a voi immaginare cosa combinai di spaventoso nello scritto di matematica e quale scena tragi/comica registrai agli orali. Ma ne uscii vivo.

Scuola, professori, compiti e vacanze

Oggi al supermercato ho avuto il piacere di ritrovare e salutare la mia ex prof di italiano delle medie (se non vado errato correva l’anno 1970). E lei dopo un attimo di riflessione ha detto prima il mio cognome e poi il nome. Fantastico. Con me mio figlio, che sta frequentando  la seconda media, e anche lui si è meravigliato del fatto che dopo tantissimi anni lei si ricordasse ancora di me in maniera perfetta. Dopo che ci siamo lasciati, stringendoci la mano e fatti gli auguri, in auto le domande di mio figlio. Com’era la tua scuola, i professori erano severi, avevi anche tu montagne di compiti che non ti facevano vivere serenamente le tue vacanze di Natale?
Già, le vacanze di Natale. Non seguo in maniera approfondita le vicissitudini scolastiche di mio figlio. Mi limito a qualche ripassino di alcune materie, qualche colloquio con i professori, pagare lezioni di inglese e tedesco, non perchè Luca ne abbia bisogno, ma perchè da una parte vedo che è molto portato e poi soprattutto in quanto proprio lui mi ha chiesto di voler approfondire visto che vorrebbe proseguire gli studi presso un liceo linguistico. Queste vacanze sono state per lui tutto tranne che vacanze. Il suo diario era esageratamente carico di cose da fare, scrivere, leggere, studiare, disegnare. Vacanze? Mi ha confidato che forse è bene che siano terminate almeno tornano ad un regime normale di studio.
Qui un articolo che affronta l’argomento compiti a casa e altro. E che mi sento di condividere quasi totalmente.

Scuola

Mi ha fatto bene leggere queste parole per continuare a ricordarne il significato. Vorrei che le leggessero tanti altri genitori che conosco o di cui ascolto le parole ogni giorno fuori della scuola. Ed infine anche alcuni professori, con i quali sarebbe necessario spesso stipulare un vero e proprio patto di alleanza per cooperare insieme, per il bene dei ragazzi.

Al rendimento scolastico dei nostri figli siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata … E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni. In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe essere chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e irrisorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c’è  nulla di strano, perchè nella vita dobbiamo aspettarci di essere continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d’ingiustizie: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizia con noi stessi. [da Le piccole virtù, di Natalia Ginzburg]

qui il testo completo

 

La rete non uccide

Sono rimasto profondamente colpito dalla notizia del suicidio di questo ragazzo. E non sono per niente d’accordo con il titolo de “Il Fatto”. La rete non uccide, mai. Sono le persone a colpire, ferire. E anche in questo caso solo alcune persone hanno la responsabilità di avere ferito, insultato, denigrato, deriso.