Vergogna italiana

Si, vergogna e forse non basta. In questi giorni ci si indigna per il selfie di Salvini mentre mangia la Nutella, per i cori beceri e razzisti sugli spalti di uno stadio di calcio. Si pensa, dopo mesi (e per quanto riguarda la giustizia son sicuro che finirà anche questa volta a “tarallucci e vino”) a ricostruire il ponte di Genova, mentre lo stato, la politica tutta abbandona i terremotati ad un nuovo natale (il terzo) in mezzo a ruspe ferme, detriti, topi, muffe, nessuna gru che indichi una parvenza di ricostruzione. Vergogna è poco.

Amatrice bla bla bla

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Un anno di ritardi e promesse.
Che l’indignazione sia con tutti noi, sempre, e non la “moda” di un giorno.
Chi era allora al governo promise per: ” Faremo tutto in 6 mesi”.
È passato un anno e nulla, neanche i milioni arrivati dagli sms di tutti noi.
(Non è che magari Errani si è confuso tra ricostruzione e ricreazione?)
Lo sbaglio è che dovevano lanciare le macerie addosso a quei falsi che sono stati a visitare Amatrice. Finché li accolgono con applausi…