Wi-fi

Dunque dovete sapere che mi occupo di comunicazione da oltre 27 anni. Pubblicità insomma. Ho lavorato per diverse aziende, anche importanti. Quotidiani, radio, ecc ecc. Poi è arrivato internet e quindi giustamente mi sono adeguato e  mi ritengo un valido consulente web per il mio cliente. Oltre ai servizi web abbiamo pure altri prodottini simpatici, tipo la fornitura di wi-fi intelligente. Non mi dilungo perchè a voi non devo vendere niente (ma se vi serve una consulenza sono comunque a disposizione).

Ho sempre sostenuto che in Italia siamo molto indietro e ogni giorno ricevo costantemente conferme. Se, parlando per esempio di wifi, siete in procinto di prenotare un albergo per la vostra prossima vacanza, cosa osservate fra i vari servizi offerti? Ma certo! Se l’hotel dispone o no di servizio di connessione internet. E non sapete quanti ancora ne sono sprovvisti.

Questa però spero sia una notizia non vera: Migranti arrivati dalla Sicilia rifiutano l’hotel a Campiglia: “Mancano il wifi e la tv”

Facebook cambia il nostro cervello

Indubbiamente Facebook è un ottimo mezzo per veicolare la nostra eventuale attività commerciale e per trovare nuovi clienti, quindi eccezionale fonte di possibile guadagno.

Però “Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri. Il motivo? Essere costantemente esposti alla vita degli altri, ci costringe a creare ed eseguire una “supervita” digitale e ci fa relegare ai margini la tutela della nostra vita privata.
Il nostro cervello su “riprogrammerebbe” in modo che la nostra vita privata ceda terreno alla nostra vita pubblica, di fatto rendendoci personaggi pubblici (anche se questo avviene tra pochi amici).

Il cervello umano è superiore alle altre specie perché ha la capacità unica di adattarsi all’ambiente, ed è alquanto malleabile. In un ambiente sempre più digitale, siamo costantemente attenti a conoscere ciò che i nostri amici pensano di noi. Questo inevitabilmente cambierà il nostro modo di pensare e il nostro atteggiamento su molte cose. 

E il cambiamento ha conseguenze fatali per il nostro cervello. Il nostro pensiero diventa più infantile, sempre sottoposto alle opinioni degli altri. Noi reagiamo invece di agire. I “mi piace” e le risposte che riceviamo nei nostri post su Facebook ci fanno da indicatori di quello che giusto e quello che non lo è. A questo si aggiunge il fatto che non ci prendiamo il tempo per riflettere su certe cose, ma siamo indirizzati dal parere di chi ci segue. Stiamo davvero cambiando il nostro modo di pensare a causa di Facebook? [fonte]

ItaliaOnline

Novità interessanti all’interno dell’azienda (Matrix) per cui lavoro. La fusione fra i due portali segna il ritorno di uno dei primissimi brand del Web tricolore. L’obiettivo: sviluppare la migliore offerta pubblicitaria nazionale sfruttando l’audience congiunta dei rispettivi siti.