Ma quali funerali di stato!

Accade sempre così. Forse perchè con un funerale di stato la politica si mette bene in mostra. Un viaggio, uno spostamento unico (magari evitando ponti autostradali), la prima fila, ben inquadrati dalle tv.

Lo stato. Lo stato che sempre controlla, sempre al servizio del cittadino, pronto a difenderlo, ad assicurargli i servizi necessari e garantirgli una vita dignitosa. Un futuro.

Cordoglio per chi oggi soffre la perdita ingiusta di un proprio caro. Rispetto per una decisione che mi sembra completamente condivisibile.

https://www.corriere.it/cronache/18_agosto_17/crollo-genova-rabbia-parenti-che-dicono-no-funerali-stato-497c441e-a1ec-11e8-b2f9-d4ce42b355f4.shtml

A guidare il coro di critiche sono soprattutto i genitori dei quattro ragazzi di Torre del Greco (Napoli) che all’ultimo avevano deciso di andare a trascorrere alcuni giorni tra Nizza e Barcellona. «È lo Stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa», si dispera Nunzia, la madre di Gerardo Esposito, 26enne che era nella stessa auto con Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati e Antonio Stanzione. «Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare — scrive su Facebook Roberto Battiloro, il papà di Giovanni —. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più”.

 

Lo chiamavano ponte di Brooklyn

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Lo chiamavano Ponte di Brooklyn i genovesi. Anche se quello è stato costruito in acciaio nel 1883.
Come quello o simili, più datati, recenti, ne esistono tantissimi nel mondo. Alcuni costruiti in zone altamente sismiche, altri costruiti in mezzo al mare, battuti dalle onde, consumati dal sale, altri ancora colpiti dalla furia dei tifoni. Più lunghi, più alti.
Ma sono ancora li.
La strumentalizzazione serve a poco oggi. Per costruire bisognerebbe usare coscienza, responsabilità, rispetto, intelligenza e professionalità. Solo quello.

Crolla l’italia

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Si, si l’ho scritto in minuscolo, lo so. Amo la mia terra, il mio Paese, la bandiera, le  tradizioni. Amo i colori, i tesori che ci sono stati donati. Ma italia non riesco a scriverlo in maiuscolo.

Oggi a Genova è crollato un ponte, il ponte di Brooklyn come lo chiamano i genovesi. Perchè è crollato?

Perchè ancora una volta ci troviamo di fronte alla chiara evidenza di come per agire (in parte) prima devono morire innocenti. Innocenti che come sempre sono vittime di un sistema, una politica, irresponsabilità di qualcuno che rimarrà impunito.

Sono nato a Viareggio, vivo in Versilia e di tragedie impunite ne sappiamo qualcosa.

Alluvione di Genova

Non ho parole dopo avere visto i vari servizi in tv e letto articoli di giornale. Non ho parole se non quelle di apprezzamento a quei meravigliosi volontari, solo quelli, che armati di stivali e pale sono accorsi per dare una mano ai loro concittadini ancora una volta colpiti dalla furia dell’acqua e dalla vergognosa dimenticanza di chi avrebbe dovuto intervenire dopo la precedente alluvione. Per questi ultimi solo il mio profondo disprezzo.

Povera è la nazione che si affida a preghiere e angelidelfango perchè il loro Dio democratico pensa solo ai suoi apostoli e al suo paradiso. [twitter]