Ricordi

Stamani mentre accompagnavo il mio quindicenne al liceo ascoltando la radio, rigorosamente 105,  il suo “capitano” Marco Galli ha deciso di passare un disco. Mamma mia, un tuffo nei ricordi. Domenica pomeriggio in discoteca, luci basse, occhi alla ricerca di altri occhi. Poi da come ti stringeva o appoggiava il viso a te …..capivi. La sera, prima di cena, per strada, cabina telefonica e uno sguardo fisso al gettone che tenevi in mano con il timore, la paura di un rifiuto. Un respiro forte, tastiera che roteava e qualche volta un salto di gioia per un appuntamento strappato per il prossimo week end. E vivevi per tutta la settimana aspettando quell’incontro, quella canzone e quell’abbraccio diventato più forte, più bello.

iPhone X

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Se penso a quanti anni è sopravvissuto l’iPhone 4 e poi in così poco tempo di nuovi modelli ne sono susseguiti più del doppio…….Sicuramente la tecnologia di oggi ha breve scadenza rispetto a ieri, ma così mi pare un po troppo esagerato.

Caldo?

Non parlo quasi mai del caldo in estate o del freddo in inverno, ci sono già tanti altri che lo fanno. Quindi rispetto la mia consueta tradizione ed essendo arrivati a questo punto propongo l’happy hour con il Polase.

E pretendono di giudicare il passato

Viviamo in uno stato dove il cittadino ha solo doveri.
Siamo governati da non eletti.
Politici che si accomodano sulle loro poltrone scelti dai vertici dei partiti e non grazie alle preferenze del popolo
Non esiste giustizia, non siamo difesi.
Disoccupazione, allo sbando scuola, sanità, sociale.
Aumenta la povertà. Chi può fugge all’estero.
Assistiamo a continui tentativi per estirpare le radici della nostra cultura. Tante vecchie nostre tradizioni sono ormai quasi completamente cancellate.
Siamo prigionieri di questo sistema, viviamo in un paese dove la democrazia è solo apparente, la nostra Costituzione calpestata ogni giorno.
E oggi qualcuno ha pure la pretesa di giudicare il passato?

Bla Bla Bla Bla

Ieri sera mentre lavoravo al notebook, come sempre avevo come sottofondo la tv, ormai è un’abitudine.
Musica particolare, e frasi di Jep Gambardella, sapete quindi che film era sullo schermo.
Arrivati alla tanto utilizzata sui social…”La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare“, mi sono fermato un attimo. Ho riflettuto su quanto stavo facendo in quel momento, a quell’ora ormai della notte.
Ci sono date importanti nella nostra vita, che portano a riflessioni. Se ne sta avvicinando una e con essa la consapevolezza di essermi sempre messo a disposizione degli altri, nel mio piccolo naturalmente. E in cambio? Qualche soddisfazione, apprezzamento? Ho sempre dato, ricevuto poco o niente. Neanche una parola, figuriamoci un aiuto. Sarò sincero l’ho fatto volentieri perché comunque è servito a dimostrarmi quello che sono e quanto valgo. Molti non lo hanno capito, ma non mi importa. Adesso però è arrivato il momento dire basta.
Non ho più voglia ne tempo da perdere. Quindi la mia attenzione sarà rivolta solo alle persone che amo, me compreso naturalmente.

Paolo Villaggio

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Ricordo ancora quando rischiai di essere buttato fuori dalla sala del cinema mentre vedevo la scena della battuta di caccia con le lacrime agli occhi da quanto ridevo. Demenziale, vero, qualcuno non ha mai riso, vero. Ma a me è sempre piaciuto. Fotografo della società Italiana. L’unico che ha detto la verità sulla Corazzata Potemkin.
Grazie alla sua genialità resteranno con noi il professor Kranz, Fracchia, il ragionier Fantozzi, e non solo.