Coscienza

Un amico mi fa notare questa immagine, riportata su un autobus.

Guardandosi attorno si scoprono sempre cose interessanti.

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.
Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Lutto nazionale

Quando un servitore dello Stato viene ammazzato dovrebbe essere proclamato il lutto nazionale. Non perché una vita valga più o meno di un’altra, ne’ perché la vita di un carabiniere valga più o meno di quella di chi carabiniere non e’. Ma perche’, semplicemente, un servitore dello Stato rappresenta appunto lo Stato e quindi tutti noi. Tutti devono sapere che e stato ucciso un uomo che, per scelta e per vocazione, indossava la divisa. Una divisa, qualunque essa sia, che ci parla di altruismo e ci comunica che e’ al servizio della Repubblica, dello Stato italiano, della Costituzione. E dei diritti in essa radicati. Speriamo che non succeda mai più.
Mario Cerciello Rega, brigadiere dei Carabinieri, e’ stato ammazzato a Roma. Da due extracomunitari. Sì, anche gli americani sono extracomunitari. Non solo gli spacciatori nordafricani.
Da questa tragedia emergono due fatti. Uno, assoluto: il dramma di una persona che viene uccisa. Ogni persona ha intorno a sé affetti, amori, legami e quando muore lascia tutto questo. Lascia un mondo. E questo merita profondo rispetto, riflessione e silenzio.
L’altro è il baratro in cui siamo sprofondati, anche a causa di una deontologia giornalistica che rimane scritta sul Testo unico dei doveri del giornalista ma troppo spesso non praticata. Colpa dei social, specialmente di Facebook che è una cloaca e allo stesso tempo il drammatico specchio della nostra società. Colpa della scuola, che ha formato generazioni di ignoranti. Colpa della politica, che interpreta a colpi di tweet la sporca pancia del nostro paese.
Quando uno è un criminale non deve essere chiamato negro, africano, zingaro, extracomunitario, americano ma deve essere chiamato sempre e solo con il suo nome: criminale. E i criminali non si distinguono dal colore della pelle o dalla nazionalità ma dal reato che commettono. I criminali devono stare solo in un posto: in galera.

La strumentalizzazione della morte

Questa società mi piace sempre meno. La politica ormai non la seguo più, nessuno mi rappresenta. Neppure di fronte alla morte di un giovane carabiniere da poco sposato siamo capaci a frenare uno stupido idiota tifo. E parlo sia di quello di sinistra che di destra. Siamo ormai ad un misero bassissimo livello. Dov’è finito il rispetto?

Emozioni

“puoi imparare una riga dalla vittoria e un libro dalla sconfitta” (cit)

Vi invito ad emozionarvi (se assomigliate un pò a me) nel vedere e ascoltare il filmato.
Accade qualche giorno fa.
Roland Garros a Parigi.
Il tennista francese Mahut sconfitto, piange. Il figlio corre ad abbracciarlo. Il vincitore Mayer, li fissa e si commuove. Si commuove anche il pubblico, che applaude.
Il senso dello sport e della vita sono tutti in quegli occhi lucidi.

Mah

Lunedi…oddio…davanti al primo caffè mattutino.

Non so  ultimamente quale argomento mi ha più rotto le scatole: 1. Cambiamenti climatici, 2.Migranti da accogliere, 3.Ritorno del fascismo, 4. Allegri rimane o va via dalla Juventus?

Mah