E pretendono di giudicare il passato


Viviamo in uno stato dove il cittadino ha solo doveri.
Siamo governati da non eletti.
Politici che si accomodano sulle loro poltrone scelti dai vertici dei partiti e non grazie alle preferenze del popolo
Non esiste giustizia, non siamo difesi.
Disoccupazione, allo sbando scuola, sanità, sociale.
Aumenta la povertà. Chi può fugge all’estero.
Assistiamo a continui tentativi per estirpare le radici della nostra cultura. Tante vecchie nostre tradizioni sono ormai quasi completamente cancellate.
Siamo prigionieri di questo sistema, viviamo in un paese dove la democrazia è solo apparente, la nostra Costituzione calpestata ogni giorno.
E oggi qualcuno ha pure la pretesa di giudicare il passato?

5 pensieri su “E pretendono di giudicare il passato

  1. La storia presente affonda radici nel passato e il passato non si giudica, caso mai si dovrebbe avere ben presente ed esaminarlo nei suoi vari aspetti. Il passato ci deve insegnare, nel bene e nel male,ma abbiamo memoria corta, troppo corta, e rischiamo di commettere errori su errori per superficialità e menefreghismo.

  2. Pur condividendo buona parte del post mi preme correggere un fastidioso luogo comune dovuto alla disinformazione: l’Italia è una Repubblica Parlamentare dove noi cittadini eleggiamo i rappresentanti al Parlamento. Il Presidente del Consiglio viene nominato dal Presidente della Repubblica a seguito di consultazioni con i partiti/coalizioni che hanno ottenuto la maggioranza. A sua volta il premier designato propone al Presidente d.R. la lista dei Ministri x formare il governo che per entrare in carica dovrà ottenere la fiducia delle Camere.
    Ergo chi ci governa non è da noi direttamente eletto ma ne ha la piena titolarità per via dei passaggi sopra indicati, sanciti dalla Costituzione che, almeno su quei punti, funziona alla perfezione.
    Un saluto

  3. Una semplice risposta. Meritocrazia inesistente purtroppo.
    La storia infatti dovrebbe insegnare per non ripetere errori.
    Mi piacerebbe votare si un partito, ma esprimere preferenze, e possibilmente che fosse il popolo a designare il presidente del consiglio. troppa rivoluzione?

  4. Cambiando la costituzione sarebbe possibile Enrico. Certo prima bisognerebbe cambiare, anzi azzerare la classe politica. Quella presente non conta più nulla, valori pari a zero. Voto per senso civico ma è davvero difficile scegliere, vorrei non votare ma farei ugualmente un favore a qualcuno.
    Rivoluzioni? Quelle pacifiche spesso sfociano in un nulla di fatto e quello non pacifiche degenerano in una crudeltà infinita.
    Ma noi siamo un popolo di lamentosi, protestiamo ma non alziamo un dito, restiamo succubi e continuiamo a lamentarci ma in cor nostro piano piano ci adeguiamo al sistema

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