Scuola, professori, compiti e vacanze


Oggi al supermercato ho avuto il piacere di ritrovare e salutare la mia ex prof di italiano delle medie (se non vado errato correva l’anno 1970). E lei dopo un attimo di riflessione ha detto prima il mio cognome e poi il nome. Fantastico. Con me mio figlio, che sta frequentando  la seconda media, e anche lui si è meravigliato del fatto che dopo tantissimi anni lei si ricordasse ancora di me in maniera perfetta. Dopo che ci siamo lasciati, stringendoci la mano e fatti gli auguri, in auto le domande di mio figlio. Com’era la tua scuola, i professori erano severi, avevi anche tu montagne di compiti che non ti facevano vivere serenamente le tue vacanze di Natale?
Già, le vacanze di Natale. Non seguo in maniera approfondita le vicissitudini scolastiche di mio figlio. Mi limito a qualche ripassino di alcune materie, qualche colloquio con i professori, pagare lezioni di inglese e tedesco, non perchè Luca ne abbia bisogno, ma perchè da una parte vedo che è molto portato e poi soprattutto in quanto proprio lui mi ha chiesto di voler approfondire visto che vorrebbe proseguire gli studi presso un liceo linguistico. Queste vacanze sono state per lui tutto tranne che vacanze. Il suo diario era esageratamente carico di cose da fare, scrivere, leggere, studiare, disegnare. Vacanze? Mi ha confidato che forse è bene che siano terminate almeno tornano ad un regime normale di studio.
Qui un articolo che affronta l’argomento compiti a casa e altro. E che mi sento di condividere quasi totalmente.

2 pensieri su “Scuola, professori, compiti e vacanze

  1. Caro Enrico, ricordo bene quanto erano gravosi i compiti per casa alle medie. Tant’è vero che, giunto al liceo, mi parve il paradiso.
    Tuttavia, non sono d’accordo con l’autrice dell’articolo che citi, e penso che il carico di compiti sia solo un effetto di un problema ben più grosso.
    Fondamentalmente è un problema di disciplina: già tenere fermi, per 5 ore al giorno, all’interno di una stanza, 25 preadolescenti è un’impresa immane. Inoltre, non c’è più la selezione (classista finché si vuole) che c’era prima dell’unificazione della scuola media, per cui l’insegnante si trova davanti di tutto, dal rampollo della famiglia bene fino al figlio di tossici.
    Non si riesce a lavorare in classe, per cui l’insegnante carica di compiti.
    Che, poi, molti insegnanti non abbiano il senso della misura, non lo metto in discussione.
    Per le vacanze, il mio professore di educazione tecnica seguiva questa regola: non più compiti di quanti ne darebbe normalmente per la lezione successiva. Mi sembra un ottimo principio.

    (Ovviamente, sono un insegnante.)

  2. Marco avevo capito che sei un insegnante. Indubbiamente quello che dici è vero. Posso dirti che in effetti da qualche anno sono tornato a scuola tramite mio figlio e sono rimasto a dir poco allibito. Tante cose sono cambiate in effetti e se mi permetti in peggio. Non voglio dare colpa ai prof, che pur avendo certe volte qualche responsabilità (minore) devono stare attenti ad insegnare ai ragzzi (spesso poco rispettosi) e a tenere a bada parecchi genitori. Insomma servirebbe anche qui un bel Alt-Ctrl-reset. però ti assicuro che mio figlio ha passato queste vacanze sui libri. Poco senso della misura da parte degli insegnanti della sua sezione (A sarà un caso?)

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