Solidarietà e civiltà a Lampedusa


Non sono mai stato su quell’isola, che amici mi dicono meravigliosa. Auguro agli abitanti di potersi riprendere quanto prima il loro piccolo territorio, ma soprattutto la tranquillità, la serenità e il normale lavoro, visto che siamo alle porte della stagione turistica. Adesso sono in minoranza perchè ormai sono di più i migranti giunti dal nord Africa degli abitanti. Ma tra proteste e giuste richieste di aiuto e condivisione delle difficoltà non finiscono di compiere gesti di civilissima solidarietà che dovrebbero farci riflettere. Prima preparano e offrono cibo e indumenti, ora davanti al bambino nato sull’isola da una donna scaricata dall’ennesimo barcone è un fiorire di attenzione e doni per manifestare la gioia e accogliere come si deve il nuovo arrivato. "E’ un lampedusano a tutti gli effetti", qualcuno ha detto.

Si, c’è davvero da imparare, un pò tutti. E se mi permettete soprattutto i nuovi signori della guerra francesi. Ecco, io per esempio qualche barcone lo accompagnerei in Costa Azzurra.

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