Internet, Facebook e la privacy


Faccio un passo indietro di circa 15 anni e rivedo quel vecchio mio pc sulla scrivania. Una scatola quadrata con sopra un ingombrante monitor. Ad averlo oggi potrei azzardare una vendita al mercatino dell’antiquariato. Hardware, software, interessi, passioni, tutto ha subito una veloce incredibile trasformazione. Un esempio. Sul mio Twitter stamani leggo: “volevo rassicurarvi sull’infortunio, ho solo una lieve contrattura”. Chi scrive è Chiellini, difensore della Juventus e della nazionale. Altra rivoluzione quella del mondo dei blog, che nonostante si dica in profonda crisi, personalmente continuo ad ammirare, seguire e a cui mi piace in piccola misura partecipare. Infine il rivoluzionale social Facebook. Ho aperto anche qui la mia finestra, spinto dalla mia irrefrenabile curiosità. Ho sempre però sostenuto che se mi trovassi di fronte ad una scelta, non esiterei a chiudere FB per dedicare il tempo libero che mi rimane al blog, che trovo molto più completo e con un suo piccolo cuore pulsante.

Facebook non sta vivendo giorni tranquilli. Problemi sulla privacy degli iscritti (si parla di circa 500 milioni di adesioni) a tal punto di creare una vera e propria manifestazione il Quit Facebook Day in programma il 31. maggio. Zuckerberg, creatore di FB ammette gli errori promettendo nelle prossime settimane il rilascio di nuove impostazioni più chiare e trasparenti. Insomma abbiamo ritrovato compagni delle elementari, fidanzate, ex-fidanzate, colleghi e star dello spettacolo. Ora però, qualcuno inizia ad avere paura. Paura di aver messo troppi fatti personali, troppe immagini. Paura per la privacy. I nostri dati personali sotto gli occhi del mondo intero. Dati, che poi, possono essere venduti da Facebook ai suoi investitori, a scopi commerciali. Credo però che la voglia di privacy sia veramente ricercata non proprio da tutti. Ho infatti l’impressione che invece a tanti piace mostrarsi  e raccontarsi vivendo una libera filosofia sociale di condivisione. E poco importa se poi qualcuno sfrutta gli interessi per fini pubblicitari e di marketing. Mah, vedremo. Gli amici, quelli che contano hanno il mio numero di telefono o la mia email, quindi rimango tranquillamente e serenamente alla finestra in attesa di novità e se mi verrà in mente di staccare la spina, no problem, cancellerò la mia faccia da libro.

2 pensieri su “Internet, Facebook e la privacy

  1. Se si parla di privacy non credo sia solo di FB il problema. Ci sono “buchi” di sicurezza, verificati e dimostrati, in quasi tutte le principali banche dati mondiali.
    Personalmente io, che non ho proprio nulla da nascondere o di cui vergognarmi, sostengo da tempo che sarei favorevole ad un’identità digitale verificabile, che se ci pensiamo metterebbe fine una volta per tutte a queste discussioni.

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