Stelle cadenti

Lo so, il giorno delle stelle cadenti è il 10 agosto. Ma io scelgo sempre quello dopo. E mi metto in giardino, con la testa rivolta al cielo affinché il mio unico vero desiderio trovi la sua stella.

Emozioni

Questa bellissima immagine ritrae un veterano russo della seconda guerra mondiale che ritrova il carro armato dove ha trascorso tutta la guerra, ormai diventato monumento. Lascia i fiori, appoggia il suo bastone, oggi suo compagno nel muoversi e si inchina quasi a ringraziare quel carro che forse più volte gli ha salvato la vita.
Proviamo solo ad immaginare i ricordi di quest’uomo, le sensazioni di paura, le esperienza trascorse. Io non riesco a non commuovermi se penso a quello che ha provato rivedendo il suo carro armato.

Oggi ci sono sentimenti, emozioni e valori ormai perduti.

Abbey Road

L’8 agosto del 1969 i Beatles si fanno fotografare sulle strisce pedonali di Abbey Road. Questa era l’immagine per il loro album (che porta il nome della via) e questa diventerà una delle più significative e famose fotografie della storia del Rock.

Moto d’acqua

Una volta pure io sono montato su una moto d’acqua, ma non su una di quelle belle comode come vanno di moda adesso, ma una super jet, quelle cioè che si guidano in piedi (oggi si usa solo per gare). E fu davvero complicato. Bisognava appoggiarsi sulla pedana, una leggera accelerata e poi un ginocchio e via in piedi. Al primo accenno di gas la turbina posta sotto mi sparò via il costume.

Così per dire

Lutto nazionale

Quando un servitore dello Stato viene ammazzato dovrebbe essere proclamato il lutto nazionale. Non perché una vita valga più o meno di un’altra, ne’ perché la vita di un carabiniere valga più o meno di quella di chi carabiniere non e’. Ma perche’, semplicemente, un servitore dello Stato rappresenta appunto lo Stato e quindi tutti noi. Tutti devono sapere che e stato ucciso un uomo che, per scelta e per vocazione, indossava la divisa. Una divisa, qualunque essa sia, che ci parla di altruismo e ci comunica che e’ al servizio della Repubblica, dello Stato italiano, della Costituzione. E dei diritti in essa radicati. Speriamo che non succeda mai più.
Mario Cerciello Rega, brigadiere dei Carabinieri, e’ stato ammazzato a Roma. Da due extracomunitari. Sì, anche gli americani sono extracomunitari. Non solo gli spacciatori nordafricani.
Da questa tragedia emergono due fatti. Uno, assoluto: il dramma di una persona che viene uccisa. Ogni persona ha intorno a sé affetti, amori, legami e quando muore lascia tutto questo. Lascia un mondo. E questo merita profondo rispetto, riflessione e silenzio.
L’altro è il baratro in cui siamo sprofondati, anche a causa di una deontologia giornalistica che rimane scritta sul Testo unico dei doveri del giornalista ma troppo spesso non praticata. Colpa dei social, specialmente di Facebook che è una cloaca e allo stesso tempo il drammatico specchio della nostra società. Colpa della scuola, che ha formato generazioni di ignoranti. Colpa della politica, che interpreta a colpi di tweet la sporca pancia del nostro paese.
Quando uno è un criminale non deve essere chiamato negro, africano, zingaro, extracomunitario, americano ma deve essere chiamato sempre e solo con il suo nome: criminale. E i criminali non si distinguono dal colore della pelle o dalla nazionalità ma dal reato che commettono. I criminali devono stare solo in un posto: in galera.