Ricordi

Stamani mentre accompagnavo il mio quindicenne al liceo ascoltando la radio, rigorosamente 105,  il suo “capitano” Marco Galli ha deciso di passare un disco. Mamma mia, un tuffo nei ricordi. Domenica pomeriggio in discoteca, luci basse, occhi alla ricerca di altri occhi. Poi da come ti stringeva o appoggiava il viso a te …..capivi. La sera, prima di cena, per strada, cabina telefonica e uno sguardo fisso al gettone che tenevi in mano con il timore, la paura di un rifiuto. Un respiro forte, tastiera che roteava e qualche volta un salto di gioia per un appuntamento strappato per il prossimo week end. E vivevi per tutta la settimana aspettando quell’incontro, quella canzone e quell’abbraccio diventato più forte, più bello.

Thomas Sankara

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“Parlo a nome di un Paese che ha deciso, d’ora in avanti, di affermare se stesso. Parlo di un Paese che ha deciso di non veder morire 7 milioni di bambini di ignoranza, fame e sete.  Oggi non parlo a nome soltanto del mio Burkina Faso tanto amato, ma parlo anche a nome di tutti gli ultimi, che vivono in un sistema ingiusto e strutturalmente in crisi, ultimi che sono ridotti a percepire la vita solo come un riflesso dei più abbienti. Parlo a nome delle mamme che vedono morire i loro figli di diarrea o di malaria, e che ignorano che esistono mezzi semplici per salvarli, che però la scienza delle multinazionali non offre loro preferendo piuttosto investire nella chirurgia estetica a beneficio di pochi il cui fascino è minacciato dagli eccessi di calorie nei loro pasti, che sono così abbondanti da dare le vertigini a noi che viviamo ai piedi del deserto senza sapere se sopravviveremo agli stenti per un giorno in più”

(Discorso all’ONU del 4 ottobre 1984)

Esattamente 30 anni fa, il 15 ottobre del 1987, a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, il presidente Thomas Sankara veniva assassinato.

Lo faresti?

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Faccio una domanda:
abbandoneresti tuo figlio alla sorte imbarcandolo da solo, in mezzo a tanti sconosciuti per fargli attraversare un mare spesso assassino?
Non la faccio tanto a te amico la domanda, perchè ti conosco e so la tua risposta: Ma la vorrei porre a tutti i politici, a quelli che si impastano la bocca parlando di EUROPA, a quelli che ancora non so che funzioni rivestono al palazzo ONU o tutti gli altri bontemponi capaci solo a usare la bocca e poco il cuore. LO FARESTE voi?
E’ davvero così difficile oggi usare il buon senso e risorse per aiutare questa gente senza strapparla dalla loro terra, dalle loro tradizioni, dalla loro vita?

Cesare Battisti

Il proletario, armato e assassino perchè secondo lui era in guerra. Oddio forse è meglio dire EX per quanto riguarda l’armato e soprattutto proletario.
Comunque l’hanno beccato mentre cercava di fuggire fuori dal Brasile.
Come se non ce ne fosse abbastanza di preoccupazioni in Italia anche relativi a sporchi vili assassini, si torna a parlare di Battisti, perchè lo vogliamo giudicare a tutti i costi a casa nostra.
Senti Cesarino fai una cosa, tornatene in Italia, fatti condannare all’ergastolo e poi come fan quasi tutti, durante una licenza premio te ne riscappi via.