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Tifosi spregevoli

Dopo aver condannato le scritte contro Pessotto,  soprattutto quelle rivolte alle 39 vittime dell’Heysel, da Juventino ma soprattutto da vero sportivo, mi ha indignato lo striscione apparso l’altra sera prima del Derby offensivo nei confronti del ricordo delle vittime di Superga. Giusta quindi la multa alla società bianconera costretta a pagare per la scelleratezza di alcuni tifosi. Ma non c’è niente da fare, ogni tanto quella famosa mamma generatrice di idioti rimette in campo i propri figli, basti pensare ai cori contro Morosini a Livorno.

“In tutti gli stadi d’Italia si vedono alcuni striscioni che contengono insulti gratuiti da condannare. Spiace, perché è la curva a decidere l’ambiente e la personalità di uno stadio, ma la supremazia del tifo non deve manifestarsi nel ricordo delle tragedie altrui. Le tragedie non hanno nessuna fede”. Andrea Agnelli.

L’atletica fa male? Certe volte si (2)

Questo era il titolo di un mio vecchio post in cui evidenziavo alcuni incidenti causati proprio da un giavellotto durante una riunione sportiva. E’ di oggi la notizia che riporta un finale in tragedia per il festival dello sport, meeting giovanile di Atletica a Düsseldorf, in Germania. Un giudice di gara è morto dopo essere stato colpito alla gola da un giavellotto. La lancia si è conficcata sulla carotide del 75enne. Secondo una prima ricostruzione il giudice si sarebbe mosso per la misurazione prima che la lancia cadesse a terra calcolando male la traiettoria.

Scambisti

 

 

 

 

 

 

Fra poco riprende il campionato di calcio. La nostra serie A riflette ampiamente la crisi economica che ha colpito il paese.
Sarà un campionato caratterizzato anche dalla fuga o dall’addio di tanti giocatori. Da Ibrahimovic (ma questo non fa più scalpore) a Del Piero, da Nesta a Gattuso, da Verratti a Lavezzi. Ma la lista è davvero lunga.
E poi ……gli scambisti. Nostalgia, la mia, di un vecchio tifoso di un calcio dove la maglia era davvero importante, mescolata con il cuore. Un rossonero non poteva mai diventare neroazzurro e viceversa. Un doriano vestire i colori genoani o un granata quelli della Juve.

Conte, non dovevi patteggiare

Qualche amico, parlando di calcio, mi ha chiesto cosa penso del processo calcioscommesse in casa Juve, la mia nuova Juve.
Prima precisazione: in casa Juve solo di conseguenza, perchè Conte e Bonucci oggi si trovano in questa società, ma al tempo dei fatti contestati non erano assolutamente iscritti nel registro buste paga della società bianconera (quella di Torino)
Per il resto affermo che in gioventù, solo quando fregavo la nutella nel vasetto e venivo scoperto, patteggiavo. Ma se a rubarla era stato uno dei miei fratelli, facevo valere la mia sincerità, lealtà ed innocenza.
Credo pertanto di aver risposto alla domanda.
Può anche darsi che esistendo solo e soltanto una giustizia sportiva sbrigativa in cui l’accusa domina incontrastata, sia allora meglio scegliere il male minore, cioè la riduzione del danno.
Ma non è questa la giustizia, sportiva e civile che vorrei.
E comunque questo atto di sottomissione resterà per me una macchia indelebile nella memoria collettiva, addenserà l’ombra del sospetto sul comportamento di Antonio Conte, alimenterà attorno ai bianconeri, finalmente liberi e puliti, tornati alla vittoria, l’ostilità beffarda di tutti gli avversari. Ma soprattutto darà una legittimità a un procedimento della giustizia sportiva ancora una volta fondato sull’incertezza delle prove.
Leggo adesso che dovrebbe esserci una multa (si parla per Conte) di 200mila euro che poi la Figc devolverà in beneficenza pro terremotati dell’Abruzzo ed Emilia.
Ecco, rimango ancor più della mia convinzione, come sempre “tarallucci e vino”.

Siamo vivi

Per fortuna c’è questa parentesi calcistica a tenerci vivi. Non dico niente per scaramanzia, ma dopo i mondiali in Sudafrica eravamo pimbati in non so quale deprimente posizione, qualcosa in più di trentesimi. Oggi siamo nei quarti in Europa, più mettiamoci il Brasile, l’Argentina….insomma dovremmo essere tra le migliori dieci squadre nel mondo. Non abbiamo gente pesante in avanti, nessun Ibra, Van Persie, Robben, Torres, Gomez, molti dei quali tra l’altro sono già in vacanza al mare. Abbiamo poi una difesa fin qui un pò “rabberciata”. Ma siamo nei quarti, grazie ad un cuore enorme.

Forza Grecia

Stasera tiferò Grecia. E non so quanto davvero centrino gli Europei e il calcio. Forse sarà perchè nella storia il popolo greco mi ha attirato molto di più di quello tedesco. Sarà per un fatto quindi di cultura, di arte. O forse solo perchè sono un tipo che spesso difende il più debole, gli indiani d’america piuttosto che l’esercito in blu. Negli europei di tutti i giorni senza dubbio la Grecia è completamente in antitesi alla la Germania, oggi potente e prepotente. Si ecco, la signora Angela Merkel non mi sta proprio simpatica. Forza Grecia quindi.

Emozioni bianconere

In sincerità non ricordo da quanti anni tifo Juve. A 7 anni circa andavo al campo, a giocare nei “pulcini” del Forte dei Marmi (neroazzurri) e in allenamento ero ben riconoscibile con la mia maglia bianconera. Allora era permesso. Erano tempi in cui il pallone era color cuoio e per mantenere le cuciture, a fine giornata vi si spargeva sopra il grasso di maiale. Andavi a giocare con la tua borsa e la società ti dava una maglia, dall’1 al 13, un paio di calze ed un paio di pantaloncini. Altri tempi davvero.

Non ho mai visto una festa scudetto folle e piena di gente come quella di ieri. Torino è sempre stata una piazza granata. Ma è stato un anno follemente particolare. Dopo l’inferno della B e piazzamenti distanti dalla prima in classifica, uno stadio nuovo, un allenatore nuovo, un gioco completamente diverso. Non si è sbagliato niente: scudetto e imbattibilità europea.
Un, due e tre, stella. Per noi son trenta e basta.
Non credo che le vedremo tutte sulla maglia a settembre. L’unica certezza  è che la stella più brillante, quella che adora ogni vero tifoso, a settembre non sarà più in campo.
E’ stato davvero emozionante e ammetto di essermi commosso nel non vedere una partita che si stava giocando, ma osservare il lungo giro di campo e l’aplauso che tutto il pubblico bianconero ha riservato al nostro capitano, Alessandro Del Piero.

Ieri altri giocatori famosi hanno lasciato il campionato italiano. Sono stra felice per Pippo Inzaghi, finalmente anche lui tornato in formazione e capace ancora una volta, l’ultima, di salutare i propri tifosi con un gol.