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Vuoi fare sesso con me?

Chiedere di fare sesso ad una mia amica è sempre stata cosa complicata, almeno ai miei tempi. Quanti ragionamenti, pensieri, prove. Cosa mi risponderà? Mi preparo allo schiaffo? E se glie lo dico esplicitamente che voglio fare sesso con lei? O forse è meglio se ci arrivo piano piano, simpaticamente, con delle battutine. E il più delle volte o si rinunciava o andava comunque “buca”. Ma come ho premesso erano davvero altri tempi. Oggi, in piena era internet e soprattutto social è davvero molto più semplice.

Il successo di «Bang with Friends», letteralmente fare sesso con gli amici, è stato immediato. L’applicazione Facebook, online da inizio anno e che permette – in sostanza – di contattare anonimamente gli amici sul popolare social network per combinare incontri sessuali, ha fatto molto rumore e destato non poche polemiche. Ora i creatori tentano il grande salto: l’app arriva sugli smartphone, verisone sia iOS, sia Android. [continua]

da Corriere.it

Facebook cambia il nostro cervello

Indubbiamente Facebook è un ottimo mezzo per veicolare la nostra eventuale attività commerciale e per trovare nuovi clienti, quindi eccezionale fonte di possibile guadagno.

Però “Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri. Il motivo? Essere costantemente esposti alla vita degli altri, ci costringe a creare ed eseguire una “supervita” digitale e ci fa relegare ai margini la tutela della nostra vita privata.
Il nostro cervello su “riprogrammerebbe” in modo che la nostra vita privata ceda terreno alla nostra vita pubblica, di fatto rendendoci personaggi pubblici (anche se questo avviene tra pochi amici).

Il cervello umano è superiore alle altre specie perché ha la capacità unica di adattarsi all’ambiente, ed è alquanto malleabile. In un ambiente sempre più digitale, siamo costantemente attenti a conoscere ciò che i nostri amici pensano di noi. Questo inevitabilmente cambierà il nostro modo di pensare e il nostro atteggiamento su molte cose. 

E il cambiamento ha conseguenze fatali per il nostro cervello. Il nostro pensiero diventa più infantile, sempre sottoposto alle opinioni degli altri. Noi reagiamo invece di agire. I “mi piace” e le risposte che riceviamo nei nostri post su Facebook ci fanno da indicatori di quello che giusto e quello che non lo è. A questo si aggiunge il fatto che non ci prendiamo il tempo per riflettere su certe cose, ma siamo indirizzati dal parere di chi ci segue. Stiamo davvero cambiando il nostro modo di pensare a causa di Facebook? [fonte]

Cura dimagrante

Il segreto per dimagrire? Nessuna dieta e nessuno sport, ma cinguettare. Secondo quanto risulta da uno studio dell’Università della Carolina del Nord l’uso di Twitter aiuta nel supporto alla dieta. [corriere.it]. Per quel che mi riguarda sono invece convinto che una sana alimentazione e movimento sia la cosa migliore.

I social network del 2012 nel mondo

social network

I tempi cambiano, e cambiano le abitudini, i costumi… Nella nostra quotidianità si sono affacciate nuove forme di comunicazione che hanno portato dei cambiamenti radicali nel nostro modo di pensare, o addirittura nel nostro modo di vivere: i social network. Sappiamo tutti ormai cosa rappresenti un social network o come fare per iscriversi ad uno di questi e dobbiamo rilevare che con l’andare del tempo l’attenzione suscitata da questi fenomeni comunicativi non smette di calare. Abbiamo constatato un po tutti la velocità della comunicazione, la possibilità di entrare in contatto con altra gente, al di là dei limiti dello spazio, magari con gli interessi in comune ai nostri. Per non parlare dell’interculturalità, portata ai suoi massimi livelli.

Qui i numeri relativi alla frequentazione dei social network del 2012.

La rete non uccide

Sono rimasto profondamente colpito dalla notizia del suicidio di questo ragazzo. E non sono per niente d’accordo con il titolo de “Il Fatto”. La rete non uccide, mai. Sono le persone a colpire, ferire. E anche in questo caso solo alcune persone hanno la responsabilità di avere ferito, insultato, denigrato, deriso.

Vacanze

Mi mancano le vacanze di un tempo. Forse più semplici. Forse più povere, sicuramente più vere.
Finiva la scuola ed iniziava un lunghissimo periodo di vacanza visto che la ripresa delle lezioni era il 1° ottobre.
Lo so, parlo dei tempi delle guerre puniche, ma era così. La fortuna di vivere a Forte dei Marmi, quindi mare a volontà. Poi il mese di ferie del babbo, e via di corsa in montagna, sulle Dolomiti. Ricordo che con 100 mila lire si prenotava un appartamento per tutto il mese. Gite, passeggiate, amicizie. La sera intorno al fuoco a cantar Battisti. Via dalla televisione, che poco si vedeva, via dallo stress, parola quasi sconosciuta. Il computer non esisteva, o meglio, non era ancora presente nelle case. Niente social network quindi e soprattutto niente cellulare. Gli aggiornamenti si facevano di persona e le foto si guardavano poi tutti insieme, raccolte negli album.
Mi mancano le vacanze di un tempo, sicuramente più vere.

In caso di terremoto…..

Prima esci, poi (eventualmente) twitta.

Ho carpito questo post a Massimo Mantellini proprio mentre osservavo in tv le immagini riprese da vari telefonini durante la scossa di terremoto di questa mattina, poi passate su Youtube o mandate direttamente alle varie agenzie giornalistiche. Ho la fortuna di vivere lontano dalla zona in cui si è manifestato in questi giorni il sisma. Ma, nel primo evento, quello alle 4 circa di notte, mi ha svegliato. Ho preso moglie e figlio e sono sceso di corsa al primo piano (accorgendomi tra l’altro che avevo dimenticato la suocera che dormiva beatamente). In quello di oggi, alle 9,00 stavo uscendo e ho notato l’acqua agitata nell’acquario e il lampadario che andava a destra e a manca. E mi sono definitivamente reso conto che molto probabilmente non ho nè il senso innato del giornalista nè un coraggio da leone.