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Colpo di Stato (?)

Sono schifato sempre più dalla politica, ma nonostante tutto mi ritrovo più spesso a parlare di partiti, governi, scandali, politici, sprechi ed altro. Oggi ho letto e visto filmati su quel “tranquillo colpo di stato contro Berlusconi” come scrive l’Huffington. Non so quanta verità possa esserci, se tutta verrà fuori o finirà come spesso accade in vari “accomodamenti”. E non so quanto sia lecito. In un paese democratico (?) esistono costose elezioni e comunque e sempre il giudizio espresso dai cittadini è quello che conta. Altrimenti non sarebbe democrazia. Vero?

Grillo. Di chi è la colpa?

«In questi giorni non ho condiviso gli attacchi a Pierferdinando Casini, il cui ritorno nell’area dei moderati è da sempre stato da me auspicato e del quale non posso che esserne lieto, ritenendo che anche il suo movimento potrà offrire un reale contributo alla vittoria del Centrodestra». Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota.

Ecco stavo leggendo queste righe e le parole oggi cordiali (dopo sferzanti dichiarazioni poco gentili) e prima ancora i vari commenti alla guerra dialettica e non scoppiata in questi giorni al parlamento? Brutte immagini, parole e gesta pesanti. Professionalità e rispetto sono valori sconosciuti. Da condannare? Senza alcun dubbio.
Certo mi vien da pensare e ripercorrere un po’ a ritroso nel tempo per riascoltare duri attacchi con frasi ingiuriose, scene anche patetiche fra avversari politici. Gli esempi sono davvero tanti, come tante le figure ignobili che i nostri politici hanno fatto mostrando a tutto il mondo la loro scarsa intelligenza. Figure che ha fatto di conseguenza il nostro paese, noi cittadini compresi perché facenti parte.
Colpa dei 5 stelle! colpa di Grillo? Colpa delle risposte della Boldrini, terza carica dello Stato?
Sicuramente. Credo che il diritto a criticare sia giusto e sia degno di un paese dove vige la Democrazia.
Ma senza mai perdere di vista la ragione, il rispetto, la moralità che dovrebbero essere parte integrante soprattutto di chi ci vuole rappresentare.
Ma mi viene anche da pensare a chi ha creato personaggi come Grillo e il suo movimento o altri ancora?.
E non posso non pensare ai nostri politici di questi ultimi 25 anni e al suo operato.
Ecco, proviamo per un attimo ad immaginare una classe politica decisa, concreta pronta e soprattutto al servizio del paese e del cittadino. Attenta al suo progresso economico sociale e culturale, allo sviluppo e al suo futuro.
Allora, CHI ha la reale responsabilità?

Mio figlio fa il politico a Roma

Vedo che anche ieri a Montecitorio si son picchiati, le solite sceneggiate pecorecce che personalmente non mi meravigliano più. Il ruolo del politico dovrebbe essere una cosa delicata e seria pari al lavoro di un luminare che opera al cuore ed un luminare del genere ha etica, preparazione, competenza, rigore. I nostri politici invece han fatto si che se uno adesso al bar dicesse “mio figlio fa il politico a Roma” si creerebbe un momento d’imbarazzo generale, qualche cornetto rimarrebbe a mezz’aria ed a qualcuno gli verrebbe spontanea una battuta così che il tutto si risolverebbe con una grassa risata. [L.Pieraccioni facebook]

Davvero un deprimente spettacolo, e non sarà l’ultimo. Impossibile non condividere

Renzi e Berlusconi

Ringrazio Michele Serra che con il suo articolo su Repubblica mi toglie un dubbio, dopo aver ascoltato e letto ovunque disapprovazione totale della parte non troppo renziana del Pd. Credevo di essermi perso qualcosa, ma non è così.

L’AMACA del 19/01/2014 (Michele Serra). Ci sono almeno due cose, sul colloquio Renzi-Berlusconi, che vanno dette al netto di ogni bilancio politico e di ogni elucubrazione politologica. La prima è che la cosa davvero anomala, davvero strampalata, non è discutere le regole con il “nemico”; è governare insieme a lui. Poiché il Pd quel passo stravolgente (governare insieme a Berlusconi) l’ha già compiuto, per giunta sotto l’alto patrocinio del Capo dello Stato, perché mai il suo nuovo segretario dovrebbe astenersi da un ben più giustificabile incontro per discutere di regole comuni?
La seconda è che questo incontro non arriva a interrompere un brillante e proficuo percorso di riforma. Arriva dopo anni di penoso traccheggio e di ignavia politica; arriva dopo un Lungo Niente che solo il colpo di mano (benedetto) della Consulta ha ribaltato: senza di quello, avremmo ancora il Porcellum, e l’umiliazione sistematica della politica per mano della politica stessa. Il “qualcosa” di Renzi è sempre meglio del nulla che lo ha preceduto. Di più: è proprio il nulla che lo ha preceduto a offrire a Renzi una innegabile pezza d’appoggio.

Da La Repubblica del 19/01/2014.

Andatevene!

 “È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che voi avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con la pratica di ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.

Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth?

Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!”.

Questo il discorso che Oliver Cromwell pronunciò il 20 aprile 1653 sciogliendo il parlamento inglese.

Non sappiamo se l’Italia serva ancora a qualcosa

……….oltre a dare il nome a una nazionale di calcio e a pagare gli interessi del debito pubblico. Abbiamo dunque bisogno di una classe dirigente che – messa da parte la favola bella della fine degli Stati nazionali e l’alibi europeista, che negli ultimi vent’anni è perlopiù servito solo a riempire il vuoto ideale e l’inettitudine politica di tanti – si compenetri della necessità di un nuovo inizio. Ripensi un ruolo per questo Paese fissando obiettivi, stabilendo priorità e regole nuove: diverse, assai diverse dal passato. Mai come oggi, infatti, abbiamo bisogno di segni coraggiosi di discontinuità, di scommesse audaci sul cambiamento, di gesti di mutamento radicale. [l'articolo intero]

Una  concreta quanto amara analisi di Ernesto Galli della Loggia

Rocco Siffredi for President

Li votiamo, gli paghiamo lo stipendio e tanto altro e li facciamo divertire.

Rocco Siffredi for President: Rocco Siffredi presidente della Repubblica. Tra i Grandi Elettori al secondo turno c’è qualcuno che l’ha votato. E la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha austeramente bocciato il suffragio: “Non ha i requisiti”. Intendendo, ovviamente, i cinquant’anni d’età richiesti per il capo dello Stato, non altri, che il professionista Siffredi certamente possiede. [fonte]

Elezioni: “Poeti, naviganti, sognatori, creduloni e… bugiardi”

E’ straordinaria l’insostenibile, sconsiderata, incomparabile leggerezza con la quale gli Italiani giudicano in base all’apparenza senza constatare il valore  reale delle persone. Quanti capri espiatori innocenti sono stati giudicati colpevoli in base alle apparenze. E quanti guitti e imbonitori da strapazzo sono stati osannati e votati da orde di popolo. Apparenza, il grande inganno sul quale gli Italiani si sono orientati negli ultimi 60 anni. E non distinguono un vanitoso pavone che spreca parlantina affascinando persino acuti giornalisti e conquistando presunte dotte platee che ascoltano quello che loro non sanno dire. Il caso Giannino è solo un dei tanti esempi di personaggi di smisurata presunzione  e nemmeno il peggiore. In Italia abbiamo un infinito numero di presenzialisti immancabili ad ogni ammucchiata demi-mondana: così rimediano un’immagine sia pure senza alcun spessore.

Tale modulo lo ripetono in politica bipedi maschi e femmine e, portandolo avanti con volgare insistenza, per qualche legislatura lo fanno funzionare.  Loro intanto incassano stipendio, privilegi, onori (li riceve anche il Presidente della Repubblica) e…

La kasta è l’obiettivo privilegiato al quale tali soggetti ambiscono. Purtroppo gli “arrivisti” arrivano. E costoro la raggiungono: i vari PRESIDENTI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI NEL LORO GIRO FRENETICO DI POLTRONE.  Senza specifiche competenze vengono designati ad occuparsi di qualunque cosa: specialisti del nulla se non della kasta: il premio a vita. Questi i QUAQUARAQUA’ CHE CI ACCINGIAMO A VOTARE.

Mariella Alberini AffariItaliani.it