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Berlusconi [a volte ritornano]

A volte ritornano è stata la prima antologia di racconti di Stephen King. Horror puro.
Silvio Berlusconi ha una propria antologia di presenze in politica e governi vari. Sta a voi giudicare il grado di horror in essi contenuti. A questo elenco pare voglia aggiungersi un ulteriore ritorno.
Visto che il PdL fa acqua da tutte le parti, Alfano non “sfonda”, Berlusconi ci ri-ri-ripensa. Ri-ri-riscenderà in campo e si ri-ri-ricandiderà a premier.
Maquillage al partito, ritoccatine varie al Cavaliere e visto e considerato che il premier ha deciso che provvederà personalmente al rinnovo della classe dirigente del partito, girando per l’Italia, sono convinto che buona parte (e lascio a voi intendere quale sia) sarà presto in sala trucco.

Le preoccupazione dei nostri partiti

Oggi in Italia c’è un Governo (Monti) di tecnici. E i maggiori partiti lo appoggiano perchè non vogliono addossarsi grosse responsabilità. Se cadesse Monti, sarebbe possibile immaginare un panorama positivo, con questa economia allo sbando?
Per di più a votare ci va davvero poca gente. Con i livelli raggiunti di espressione popolare, l’eletto davvero rappresenta i pochi, non il paese.
I partiti allora, preoccupati di tutto questo decidono di studiare valide alternative. Devono recuperare credibilità nei confronti di cittadini che hanno perso invece voglia e fiducia in queste istituzioni.
Possibile alternativa è dare un nome diverso al proprio partito. Mi viene in mente la “sinistra”. PCI, PDS, DS, PD, QUERCIA, ULIVO fino ad arrivare al PD.Gira che ti gira, la zuppa è quasi sempre la stessa. Oggi Berlusconi ha in mente un cambiamento notevole, un’idea rivoluzionaria. Forse si pensa ancora che siamo talmente idioti a credere che basti un logo nuovo per recuperare il consenso. La cosa che mi turba ulteriormente è leggere poi che con tutti i problemi che abbiamo per “sopravvivere” arrivano proposte e si aprono discussioni sulla eventuale “elezione diretta del capo dello Stato su modello francese”.
Io fossi in loro mi preoccuperei che alle prossime elezioni ci vada per lo meno un 40% degli aventi diritto.

La fine dei partiti italiani

Non ci sono dubbi che la batosta per il Pdl sia di quelle toste. Il pd non sorride. Il terzo polo, quello di Fini&co, è scomparso. Si può dire che il terzo polo oggi sia quello di Grillo, se non il secondo. Se poi ci mettiamo il numero degli astenuti, il quadro è molto preciso. E oltretutto non erano le politiche.