Il PD uscirà vincitore dalle elezioni politiche ma sarà impossibilitato a governare per via della troppo risicata maggioranza, quindi si metterà insieme a Monti. A meno che non decidano di fare un Governo dalle larghe intese con l’appoggio anche di Berlusconi. Ma non credo sia possibile, almeno per questa tornata di voti. Insomma, questo governo è destinato a durare poco.
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Caro Berlinguer, oggi ti voterei
Quasi quasi rimpiango il PCI
Non sono mai stato di sinistra. Sono sicuro di non avere mai comprato “lotta Continua” e forse per vedere com’era fatto un paio di volte ho portato soldi al “Manifesto”.
Ricordo Enrico Berlinguer, con estremo piacere, anche se preferivo votare chi era al suo completo opposto. Ma erano lotte vere, sincere e la maggior parte delle volte rispettose e soprattutto concrete.
Da ormai tanto tempo il Pci non esiste piu. Quel partito ha cambiato simboli e non so quante volte nome. Oggi si chiama Pd. Che fosse all’opposizione o al Governo si e’ solo preoccupato alla fine di portare avanti la sua “crociata” controSilvio Berlusconi, l’unico vero problema italiano. Una volta la sinistra era a difesa degli operai, dei diritti dei lavoratori. Si curava o cercava comunque di salvaguardare istruzione, sanita’. E se le cose non andavano guidava la gente nelle piazze.
Oggi, forse per incapacità o per interesse, fa passare leggi che hanno completamente pasticciato il mondo del lavoro, dell’istruzione, della sanità, insieme a Pdl e Casini vari. Di politica economica meglio non parlarne.
La sinistra si e’ divisa e non incide piu.
Mamma mia, per essere uno che non ha mai votato a sinistra, sembra questo un pensiero davvero nostalgico. Chissà, caro Berlinguer, forse oggi avrei potuto davvero votarti.
Le preoccupazione dei nostri partiti
Oggi in Italia c’è un Governo (Monti) di tecnici. E i maggiori partiti lo appoggiano perchè non vogliono addossarsi grosse responsabilità. Se cadesse Monti, sarebbe possibile immaginare un panorama positivo, con questa economia allo sbando?
Per di più a votare ci va davvero poca gente. Con i livelli raggiunti di espressione popolare, l’eletto davvero rappresenta i pochi, non il paese.
I partiti allora, preoccupati di tutto questo decidono di studiare valide alternative. Devono recuperare credibilità nei confronti di cittadini che hanno perso invece voglia e fiducia in queste istituzioni.
Possibile alternativa è dare un nome diverso al proprio partito. Mi viene in mente la “sinistra”. PCI, PDS, DS, PD, QUERCIA, ULIVO fino ad arrivare al PD.Gira che ti gira, la zuppa è quasi sempre la stessa. Oggi Berlusconi ha in mente un cambiamento notevole, un’idea rivoluzionaria. Forse si pensa ancora che siamo talmente idioti a credere che basti un logo nuovo per recuperare il consenso. La cosa che mi turba ulteriormente è leggere poi che con tutti i problemi che abbiamo per “sopravvivere” arrivano proposte e si aprono discussioni sulla eventuale “elezione diretta del capo dello Stato su modello francese”.
Io fossi in loro mi preoccuperei che alle prossime elezioni ci vada per lo meno un 40% degli aventi diritto.
Chi non ha votato alle Comunali?
Affluenza in picchiata: al voto il 51,4%, 14 punti in meno del primo turno. E di solito alle comunali si va tutti ad eleggere i nostri candidati amici. La politica fatta dai partiti attuali è alla frutta.
La fine dei partiti italiani
Non ci sono dubbi che la batosta per il Pdl sia di quelle toste. Il pd non sorride. Il terzo polo, quello di Fini&co, è scomparso. Si può dire che il terzo polo oggi sia quello di Grillo, se non il secondo. Se poi ci mettiamo il numero degli astenuti, il quadro è molto preciso. E oltretutto non erano le politiche.