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Democrazia

Quindi ecco la staffetta. Fuori Enrico Letta, avanti Matteo Renzi, già segretario del partito, già sindaco di Firenze. Ne abbiamo sopportati e non digeriti tanti, possiamo vedere se siamo davanti ad un altro disastroso bluff. A proposito. Chiedo aiuto perchè ho perso ormai il conto esatto. Nella sola seconda Repubblica, quanti Governi abbiamo avuto? Forse 7? E quanti sono stati designati da espressione del popolo? Forse 2?

Renzi e Berlusconi

Ringrazio Michele Serra che con il suo articolo su Repubblica mi toglie un dubbio, dopo aver ascoltato e letto ovunque disapprovazione totale della parte non troppo renziana del Pd. Credevo di essermi perso qualcosa, ma non è così.

L’AMACA del 19/01/2014 (Michele Serra). Ci sono almeno due cose, sul colloquio Renzi-Berlusconi, che vanno dette al netto di ogni bilancio politico e di ogni elucubrazione politologica. La prima è che la cosa davvero anomala, davvero strampalata, non è discutere le regole con il “nemico”; è governare insieme a lui. Poiché il Pd quel passo stravolgente (governare insieme a Berlusconi) l’ha già compiuto, per giunta sotto l’alto patrocinio del Capo dello Stato, perché mai il suo nuovo segretario dovrebbe astenersi da un ben più giustificabile incontro per discutere di regole comuni?
La seconda è che questo incontro non arriva a interrompere un brillante e proficuo percorso di riforma. Arriva dopo anni di penoso traccheggio e di ignavia politica; arriva dopo un Lungo Niente che solo il colpo di mano (benedetto) della Consulta ha ribaltato: senza di quello, avremmo ancora il Porcellum, e l’umiliazione sistematica della politica per mano della politica stessa. Il “qualcosa” di Renzi è sempre meglio del nulla che lo ha preceduto. Di più: è proprio il nulla che lo ha preceduto a offrire a Renzi una innegabile pezza d’appoggio.

Da La Repubblica del 19/01/2014.

App deputati del PD

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Nel Facebook che compare sul mio iPhone di volta in volta vengono consigliate da mamma “mela” alcune applicazioni. Devo ammettere che il più delle volte si tratta di giochini vari e poche (si contano sulle dita di una mano) quelle che dopo breve analisi ho deciso di installare. Nelle ultime è comparsa questa: “App ufficiale Deputati del PD. Scopri la nuova App ufficiale del Gruppo Deputati PD della Camera

Ora, io non ho mai votato a sinistra se non nelle prime “primarie” a favore di Renzi (ma questo lo so io e amici, non certo Apple o ideatore della App in oggetto. Non ho neppure installato l’applicazione della mia squadra di calcio preferita o altre, preferendo sempre e comunque quelle per me di maggiore interesse o utilità. Pertanto ringrazio ma non posso seguire il “consiglio”.

Leggo infine le uniche tre recensioni: 1. “Spendiamo i soldi in modo più utile” 2. “La chiamate applicazione?. Scandaloso spendere denaro in questo modo. Tra l’altro questo scandalo è anche pubblicizzato su Facebook”. 3. “Feccia Ladri Tutti. Una feccia come i deputati stessi! Tutti! Destra, sinistra e centro”.

Insomma questa applicazione non sembra godere attenzioni particolari, anzi.

Elezioni: i risultati

Il PD uscirà vincitore dalle elezioni politiche ma sarà impossibilitato a governare per via della troppo risicata maggioranza, quindi si metterà insieme a Monti. A meno che non decidano di fare un Governo dalle larghe intese con l’appoggio anche di Berlusconi. Ma non credo sia possibile, almeno per questa tornata di voti. Insomma, questo governo è destinato a durare poco.

Caro Berlinguer, oggi ti voterei

Quasi quasi rimpiango il PCI
Non sono mai stato di sinistra. Sono sicuro di non avere mai comprato “lotta Continua” e forse per vedere com’era fatto un paio di volte ho portato soldi al “Manifesto”.
Ricordo Enrico Berlinguer, con estremo piacere, anche se preferivo votare chi era al suo completo opposto. Ma erano lotte vere, sincere e la maggior parte delle volte rispettose e soprattutto concrete.
Da ormai tanto tempo il Pci non esiste piu. Quel partito ha cambiato simboli e non so quante volte nome. Oggi si chiama Pd. Che fosse all’opposizione o al Governo si e’ solo preoccupato alla fine di portare avanti la sua “crociata” controSilvio Berlusconi, l’unico vero problema italiano. Una volta la sinistra era a difesa degli operai, dei diritti dei lavoratori. Si curava o cercava comunque di salvaguardare istruzione, sanita’. E se le cose non andavano guidava la gente nelle piazze.
Oggi, forse per incapacità o per interesse, fa passare leggi che hanno completamente pasticciato il mondo del lavoro, dell’istruzione, della sanità, insieme a Pdl e Casini vari. Di politica economica meglio non parlarne.
La sinistra si e’ divisa e non incide piu.
Mamma mia, per essere uno che non ha mai votato a sinistra, sembra questo un pensiero davvero nostalgico. Chissà, caro Berlinguer, forse oggi avrei potuto davvero votarti.

Le preoccupazione dei nostri partiti

Oggi in Italia c’è un Governo (Monti) di tecnici. E i maggiori partiti lo appoggiano perchè non vogliono addossarsi grosse responsabilità. Se cadesse Monti, sarebbe possibile immaginare un panorama positivo, con questa economia allo sbando?
Per di più a votare ci va davvero poca gente. Con i livelli raggiunti di espressione popolare, l’eletto davvero rappresenta i pochi, non il paese.
I partiti allora, preoccupati di tutto questo decidono di studiare valide alternative. Devono recuperare credibilità nei confronti di cittadini che hanno perso invece voglia e fiducia in queste istituzioni.
Possibile alternativa è dare un nome diverso al proprio partito. Mi viene in mente la “sinistra”. PCI, PDS, DS, PD, QUERCIA, ULIVO fino ad arrivare al PD.Gira che ti gira, la zuppa è quasi sempre la stessa. Oggi Berlusconi ha in mente un cambiamento notevole, un’idea rivoluzionaria. Forse si pensa ancora che siamo talmente idioti a credere che basti un logo nuovo per recuperare il consenso. La cosa che mi turba ulteriormente è leggere poi che con tutti i problemi che abbiamo per “sopravvivere” arrivano proposte e si aprono discussioni sulla eventuale “elezione diretta del capo dello Stato su modello francese”.
Io fossi in loro mi preoccuperei che alle prossime elezioni ci vada per lo meno un 40% degli aventi diritto.

La fine dei partiti italiani

Non ci sono dubbi che la batosta per il Pdl sia di quelle toste. Il pd non sorride. Il terzo polo, quello di Fini&co, è scomparso. Si può dire che il terzo polo oggi sia quello di Grillo, se non il secondo. Se poi ci mettiamo il numero degli astenuti, il quadro è molto preciso. E oltretutto non erano le politiche.