Archivi tag: Partiti

Rocco Siffredi for President

Li votiamo, gli paghiamo lo stipendio e tanto altro e li facciamo divertire.

Rocco Siffredi for President: Rocco Siffredi presidente della Repubblica. Tra i Grandi Elettori al secondo turno c’è qualcuno che l’ha votato. E la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha austeramente bocciato il suffragio: “Non ha i requisiti”. Intendendo, ovviamente, i cinquant’anni d’età richiesti per il capo dello Stato, non altri, che il professionista Siffredi certamente possiede. [fonte]

Fini:”trombato” a peso d’oro

Come è noto, l’ex Presidente della Camera non è stato rieletto e nella nuova legislatura non sarà un membro del Parlamento. Ma quanto incasserà per questa sconfitta elettorale?
Oggi su Libero Franco Bechis fa un po’ di conti.
Fra un paio di mesi intascherà l’assegno di fine mandato, che  dovrebbe ammontare a circa 260 mila euro netti. È una sorta di liquidazione che deputati e senatori ottengono quando non vengono più rieletti (o quando dovessero essere eletti nel Parlamento europeo).
Una maxi liquidazione, quindi, di 260.000€ (e pure netti). Ma non è finita qui, perchè a Fini spetta anche un assegno mensile di un certo rilievo. Una sorta di reddito di cittadinanza.
Essendo stato eletto  per la prima volta nel 1983 Fini può andare in pensione prima dei 65 anni, e ottenere il vitalizio per quasi tutto il periodo di mandato e solo per l’ultimo anno anche una integrazione calcolata sul suo stipendio con il metodo contributivo ora entrato in vigore. Si tratta di un assegno da 6.200€ netti al mese circa.
Mica male. [da liberoquotidiano.it]

Elezioni: “Poeti, naviganti, sognatori, creduloni e… bugiardi”

E’ straordinaria l’insostenibile, sconsiderata, incomparabile leggerezza con la quale gli Italiani giudicano in base all’apparenza senza constatare il valore  reale delle persone. Quanti capri espiatori innocenti sono stati giudicati colpevoli in base alle apparenze. E quanti guitti e imbonitori da strapazzo sono stati osannati e votati da orde di popolo. Apparenza, il grande inganno sul quale gli Italiani si sono orientati negli ultimi 60 anni. E non distinguono un vanitoso pavone che spreca parlantina affascinando persino acuti giornalisti e conquistando presunte dotte platee che ascoltano quello che loro non sanno dire. Il caso Giannino è solo un dei tanti esempi di personaggi di smisurata presunzione  e nemmeno il peggiore. In Italia abbiamo un infinito numero di presenzialisti immancabili ad ogni ammucchiata demi-mondana: così rimediano un’immagine sia pure senza alcun spessore.

Tale modulo lo ripetono in politica bipedi maschi e femmine e, portandolo avanti con volgare insistenza, per qualche legislatura lo fanno funzionare.  Loro intanto incassano stipendio, privilegi, onori (li riceve anche il Presidente della Repubblica) e…

La kasta è l’obiettivo privilegiato al quale tali soggetti ambiscono. Purtroppo gli “arrivisti” arrivano. E costoro la raggiungono: i vari PRESIDENTI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI NEL LORO GIRO FRENETICO DI POLTRONE.  Senza specifiche competenze vengono designati ad occuparsi di qualunque cosa: specialisti del nulla se non della kasta: il premio a vita. Questi i QUAQUARAQUA’ CHE CI ACCINGIAMO A VOTARE.

Mariella Alberini AffariItaliani.it

Li abbiamo votati

Ho sempre sostenuto che il primo problema della politica italiana non fossero i politici, ma il sovrano popolo che li sceglie e li vota. Poi chiaramente si possono pagarne le conseguenze. Avrei voluto vedere alle prossime elezioni un astensionismo pari all’80% per dare un segnale chiaro, netto e deciso a tutti i partiti italiani. Ma ciò non succederà ne adesso ne mai. Siamo sempre a lamentarci di tutti ma poi come topini veniamo sempre richiamati ed affascinati dai vari pifferai, e ci rechiamo alle urne. Ma questa volta no, almeno io non andrò.

Grande Bisio l’altra sera. Altro che Crozza.

Voto? no grazie

Da tempo ho purtroppo rinunciato ad un diritto sacrosanto che ho come onesto cittadino: esprimere il mio voto alle elezioni politiche nazionali. E mi dispiace. Ma questo avviene perchè ormai ho perso ogni fiducia nei partiti italiani. Passato negli anni da sostenitore convinto, a votare il meno peggio, ad analizzare oggi quello che i soliti candidati hanno fatto fin qui, come si sono “sistemati” e come ci hanno “sistemato”. Siamo prossimi alle elezioni e da ogni parte rispuntano promesse che poi non saranno come sempre mantenute. Mi rimane la mia coscenza e questa mi dice che è giunta l’ora di dire basta. Basta a mantenere vivo il giochino di pochi.

E mentre si fanno promesse c’è chi ogni giorno deve combattere e rinunciare, ma non ad una vacanza, o al ritocchino al viso, all’ennesima villa o panfilo. Ma rinunciare a cose che ogni comune mortale su questa terra dovrebbe avere come giusto diritto.

Accade a Viareggio: Madre rinuncia all’esame: “Non ho 68 euro”. E rinuncia all’esame pediatrico per la figlioletta. Cerca informazioni su possibili esenzioni o sgravi del ticket da pagare ma non ci sono margini per sconti o aiuti. La cifra da pagare è quella e non ci sono altre possibilità. Prima esplode la rabbia, poi la rassegnazione. La giovane madre se ne va e rinuncia a un esame di cui sua figlia ha bisogno. Ma i soldi non ci sono. Siamo all’ospedale Versilia ai tempi della crisi. La donna, nella sua disperata ricerca di aiuto, ha spiegato alla gente in attesa come lei e agli addetti Asl che quella cifra non la può pagare perché in famiglia lavora solo lei, il marito è cassintegrato e ci sono due figli da crescere. Ma non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. Tutt’altro. C’È POI chi parte da casa con cinquanta euro pensando che bastino per pagare l’accertamento, ma quando il conto finale ammonta ad esempio a sessanta euro debbono chiedere sostegno agli altri che sono in coda se non agli operatori dell’Asl. La gente in fila è sconcertata: «Non è la prima volta — spiega una signora — che devo aiutare chi mi precede. L’ultima volta che ero in fila qui alla cassa un padre di famiglia mi chiese 5 euro perché gli mancavano. Io lo faccio volentieri ma non possono tutte le volte autotassarmi per dare una mano anche se capisco la loro difficoltà». [tratto da LaNazione]