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Facebook cambia il nostro cervello

Indubbiamente Facebook è un ottimo mezzo per veicolare la nostra eventuale attività commerciale e per trovare nuovi clienti, quindi eccezionale fonte di possibile guadagno.

Però “Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri. Il motivo? Essere costantemente esposti alla vita degli altri, ci costringe a creare ed eseguire una “supervita” digitale e ci fa relegare ai margini la tutela della nostra vita privata.
Il nostro cervello su “riprogrammerebbe” in modo che la nostra vita privata ceda terreno alla nostra vita pubblica, di fatto rendendoci personaggi pubblici (anche se questo avviene tra pochi amici).

Il cervello umano è superiore alle altre specie perché ha la capacità unica di adattarsi all’ambiente, ed è alquanto malleabile. In un ambiente sempre più digitale, siamo costantemente attenti a conoscere ciò che i nostri amici pensano di noi. Questo inevitabilmente cambierà il nostro modo di pensare e il nostro atteggiamento su molte cose. 

E il cambiamento ha conseguenze fatali per il nostro cervello. Il nostro pensiero diventa più infantile, sempre sottoposto alle opinioni degli altri. Noi reagiamo invece di agire. I “mi piace” e le risposte che riceviamo nei nostri post su Facebook ci fanno da indicatori di quello che giusto e quello che non lo è. A questo si aggiunge il fatto che non ci prendiamo il tempo per riflettere su certe cose, ma siamo indirizzati dal parere di chi ci segue. Stiamo davvero cambiando il nostro modo di pensare a causa di Facebook? [fonte]

La rete non uccide

Sono rimasto profondamente colpito dalla notizia del suicidio di questo ragazzo. E non sono per niente d’accordo con il titolo de “Il Fatto”. La rete non uccide, mai. Sono le persone a colpire, ferire. E anche in questo caso solo alcune persone hanno la responsabilità di avere ferito, insultato, denigrato, deriso.

800 milioni di euro per comprare smartphone

Gli italiani nel 2011 hanno speso 800 milioni di euro, +52% rispetto all’anno precedente. Nel febbraio del 2012 sono arrivati a 21,8 milioni gli italiani che possiedono un cellulare di nuova generazione, una quota del 45,4% contro un 54,6% che ancora resta affezionato ai telefonini tradizionali. Sono questi alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio mobile Internet, Content & Apps, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Una ricerca che dice molto delle tendenze in atto in questo momento e che spiega tanto di quella che alcuni tecnici non esitano a chiamare «Mobile Economy» [da corriere.it]

Libero.it acquista Virgilio.it

Questa notizia investe anche il sottoscritto visto che lavoro per Matrix Spa, oggi ex agenzia pubblicitaria di Telecom Italia.

Il magnate egiziano Naguib Sawiris, ex proprietario di Wind, adesso proprietario di Libero.it acquista Virgilio.it, il portale italiano. Sawiris ha comprato da Telecom Italia la web company Matrix, che ha nel suo asset Vrgilio.it e l’elenco abbonati 1254. La voce era nell’aria da tempo ma solamente negli scorsi due giorni è arrivata conferma definitiva dell’acquisizione di Virgilio.it, lo storico portale italiano di proprietà della webagency Matrix di Telecom Italia, da parte del gruppo di Libero.it, posseduto da Wind/Infostrada. L’acquisizione è molto importante per il mercato italiano, Libero.it gestisce attualmente una delle più grandi concessionarie pubblicitarie del nostro paese e Virgilio.it sembrava essere il tassello mancante per una possibile espansione, considerando le 120 milioni di pagine viste mensili del portale, che rappresentano uno dei numeri più alti in assoluto in Italia. Virgilio.it è un portale di informazione e servizi che da sempre si contrappone, come modello, a quello di Libero.it, anch’esso caratterizzato dalla presenza di canali di informazione e servizi.

E io che pensavo

…che loro fossero puliti, onesti, veri. Inter e Milan. Pare invece che abbiamo giocato sporco e che “le due società abbiano fatto ricorso alla pratica, molto diffusa, di scambiarsi giocatori a prezzi gonfiati per ricavarne plusvalenze con cui ripianare i rispettivi bilanci e potersi iscrivere così al campionato” (la Gazzetta).

Finirà in una bolla di sapone.

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