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Grillo è serio?

dal Financial Times

Il quotidiano economico inglese: “Ora il M5S dimostri di non essere solo un partito di protesta senza scopo. Mostri la sua impronta sull’economia, dica come finanziare il reddito di cittadinanza. O gli elettori potrebbero concludere che non è serio” Se il Movimento 5 Stelle continua escludere l’appoggio a un governo che comprenda anche altri partiti, a sedersi ai margini, negherà agli elettori la chance di veder applicate molte delle politiche per cui lo hanno votato”. Per questo il M5S “dovrebbe dimostrare di non essere solo un partito di protesta senza scopo“.

Credo che in Italia in tanti se lo stanno chiedendo.

Politica: non butta bene

Sono finiti i tempi in cui potevo credere in un progetto politico.
Piano piano sono arrivati i tempi in cui i progetti venivano parzialmente portati avanti. Poi ho visto tanti programmi che di contenuto fattibile c’era ben poco ma in realtà si trattava del classico “specchietto per le allodole”. Infine hanno abbattuto pure le allodole e siamo rimasti delusi, arrabbiati e senza un soldo. Noi. Premetto che sono sempre stato tendenzialmente portato a guardare verso destra. Ecco, la destra, oggi disintegrata, divisa ma soprattutto incapace a creare una figura importante, decisa, concreta, seria. Capace di far dimenticare Berlusconi, le sue feste, le sue battute i suoi personali coinvolgimenti con varie procure e tribunali. Stiamo andando verso nuove elezioni e abbiamo una vecchia “pappa”, i vecchi giochini (i voti della Lega, ieri contro, oggi a favore in cambio della poltrona della presidenza della regione Lombardia.). Il Centro, accozzaglia di personaggi insignificanti. Quando vedo e ascolto Casini mi domando se ci sarà forse un giorno in cui sarà capace veramente di prendersi la responsabilità di dire effettivamente da che parte sta e cosa vuol fare da grande. Poi la Sinistra. Incredibile da ammettere per me, ma ci avevo creduto. Avevo creduto in un possibile cambiamento. Renzi sicuramente non ha ancora peso ed esperienza, ma l’idea era ottima. Ma si è scontrato con la parte dura, radicata nel tempo e nelle posizioni di leadership, e pur ottenendo un discreto risultato, ha dovuto ammettere la sconfitta. Ci avevo creduto e rimango ancora dell’idea che quello è il cammino che oggi la politica italiana e i partiti che la compongono devono iniziare a seguire.
Quindi…….in questo modo si va a nuove elezioni. Bersani vs Berlusconi, con un Monti che esce zoppo e senza partito, che ha ridato faccia pulita al nostro Paese, ma non è riuscito (e forse è mancato tempo, autorità e figure importanti) ad iniziare il vero processo di una ripresa della nostra economia.
Ah, dimenticavo Grillo e il suo Movimento. Vedo parecchia nebbia intorno, praticamente niente di chiaro e soprattutto di convincente e costruttivo (hanno davvero capacità questi soggetti?).
Solito minestrone insomma, guerra all’odiato nemico, poltrone da rioccupare, poca politica vera, quella che serve a noi e al bene del nostro Paese.
Non butta per niente bene, insomma.

Grillo, il ciarlatano

A Palermo per sostenere il candidato sindaco Nuti:

La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la propria vittima“.

Le reazioni:

Le parole di Beppe Grillo, pronunciate tra l’altro alla vigilia del trentennale dell’assassinio di Pio La Torre, sono uno schiaffo a tutte le vittime di mafia e a chi lotta ogni giorno per il riscatto del mezzogiorno. Si dovrebbe vergognare“. E’ questa la prima reazione alle frasi del fondatore del movimento Cinquestelle. E’ Flavio Arzarello, della segreteria nazionale del Pdci, ad attaccarlo: “Questa volta è andato oltre i consueti sermoni populisti, ed è in sintonia con chi in questi 50 anni, proprio con questi atteggiamenti, ha assecondato il dominio mafioso“.
Dura anche la reazione del Pd: “Da un pifferaio a un ciarlatano, l’Italia non merita chi non conosce la storia e la realtà – dice infatti Nico Stumpo, responsabile dell’organizzazione – C’è una crisi economica grave, ma non credo che Grillo ne sappia qualcosa. Come evidentemente non sa nulla di mafia. Anche per lui, in queste ore ricordiamo commossi Pio La Torre che trent’anni fa pagava con la vita la sua lotta alla sopraffazione e alla violenza. Non è negandola che si combatte la mafia, non è con la demagogia che si fa crescere il rispetto dei diritti e dei doveri. C’è in Grillo una povertà culturale che gli italiani non meritano“.

Personalmente ritengo che la democrazia abbia purtroppo qualche punto debole, e le esternazioni di Grillo sono un esempio lampante.