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Potrei uccidere?

stella

Potrei arrivare ad uccidere? Forse si, se fossi il genitore di questa bambina o di altre persone che hanno subito una simile ingiustizia. Ingiustizia per una tragedia causata da folli. Ingiustizia causata da uno stato che parla parla ma non cambia una legge sciagurata, che permette a chi guida senza patente, ubriaco e drogato di farla sempre franca. Qualche anno di galera forse. Guardo negli occhi questa bambina. Potrei arrivare ad uccidere? Si.

Figure di…..

tweet @Luca_Preziosi: Figo, quest’anno invece della caccia al tesoro, per Natale, ci facciamo la caccia al serial killer.

«Noi non sapevamo che avesse quei precedenti penali» da serial killer, «per noi era un rapinatore». Il direttore del carcere genovese di Marassi, Salvatore Mazzeo, si difende così in un’intervista alla emittente ligure Primocanale, dopo la fuga di Bartolomeo Gagliano, il pluriomicida evaso martedì durante un permesso premio. [continua]

Come violentare un figlio

Stasera torno a casa dal lavoro. E come sempre mi godo l’abbraccio di mio figlio Luca. In quel momento ogni cosa, preoccupazione, fatica, arrabbiatura, sparisce. Una pillola di amore che mi rigenera. Questa sera mi chiede se ho avuto il tempo, a pranzo di vedere i tg o di avere ascoltato le news alla radio. Mi parla di un bambino portato via da scuola dalla polizia, con la forza. A tavola guardiamo insieme alla tv il servizio. Provo stupore, incredulità, infine angoscia nel vedere le immagini. L’orrore di quelle scene, lo strazio di quelle implorazioni. Incredibile ma è tutto vero. Mi chiedo dove stiamo andando. Non ci sono più le leggi, o meglio, ci sarebbero, ma nessuno le rispetta più. La politica italiana ogni giorno annovera un nuovo scandalo. Ho perso la fiducia in coloro, tutti, che dovrebbero lavorare per il nostro paese, per il nostro destino, per un futuro quantomeno accettabile, credibile, per i nostri figli. Siamo allo sbando totale. Ho spesso difeso l’operato della Polizia, delle istituzioni che, pur pagate poco, dovrebbero difenderci, ma che invece oggi si sono macchiate di un gesto esecrabile, imperdonabile e ingiustificabile. Tradendo in modo ignobile il loro ruolo. E infine quei genitori. Qualsiasi sia la loro storia, il loro pensiero, le motivazioni, oggi hanno violentato il loro figlio. Da padre quale sono, stasera vorrei prendere quel bambino e regalargli il mio abbraccio, insieme a quello di mio figlio.

Conte, non dovevi patteggiare

Qualche amico, parlando di calcio, mi ha chiesto cosa penso del processo calcioscommesse in casa Juve, la mia nuova Juve.
Prima precisazione: in casa Juve solo di conseguenza, perchè Conte e Bonucci oggi si trovano in questa società, ma al tempo dei fatti contestati non erano assolutamente iscritti nel registro buste paga della società bianconera (quella di Torino)
Per il resto affermo che in gioventù, solo quando fregavo la nutella nel vasetto e venivo scoperto, patteggiavo. Ma se a rubarla era stato uno dei miei fratelli, facevo valere la mia sincerità, lealtà ed innocenza.
Credo pertanto di aver risposto alla domanda.
Può anche darsi che esistendo solo e soltanto una giustizia sportiva sbrigativa in cui l’accusa domina incontrastata, sia allora meglio scegliere il male minore, cioè la riduzione del danno.
Ma non è questa la giustizia, sportiva e civile che vorrei.
E comunque questo atto di sottomissione resterà per me una macchia indelebile nella memoria collettiva, addenserà l’ombra del sospetto sul comportamento di Antonio Conte, alimenterà attorno ai bianconeri, finalmente liberi e puliti, tornati alla vittoria, l’ostilità beffarda di tutti gli avversari. Ma soprattutto darà una legittimità a un procedimento della giustizia sportiva ancora una volta fondato sull’incertezza delle prove.
Leggo adesso che dovrebbe esserci una multa (si parla per Conte) di 200mila euro che poi la Figc devolverà in beneficenza pro terremotati dell’Abruzzo ed Emilia.
Ecco, rimango ancor più della mia convinzione, come sempre “tarallucci e vino”.

Citare la fonte, sempre.

Seguo, nel mio piccolo, il giusto suggerimento che arriva dalla rete.

Stamattina il «Corriere dello Sport» utilizza il fotomontaggio che prende buona parte della sua prima pagina. Sotto si legge: “Nella foto un fotomontaggio che si trova nel web”. Un non ricoscimento del giusto credito all’autore alla quale, seppure in tono minore, con minor enfasi, non si sottrae neppure «La Gazzetta dello Sport», che anche in questo caso scrive: “ecco il fotomontaggio che gira in rete”.

E’ ora di abbassare la cresta e citare la fonte.