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Rocco Siffredi for President

Li votiamo, gli paghiamo lo stipendio e tanto altro e li facciamo divertire.

Rocco Siffredi for President: Rocco Siffredi presidente della Repubblica. Tra i Grandi Elettori al secondo turno c’è qualcuno che l’ha votato. E la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha austeramente bocciato il suffragio: “Non ha i requisiti”. Intendendo, ovviamente, i cinquant’anni d’età richiesti per il capo dello Stato, non altri, che il professionista Siffredi certamente possiede. [fonte]

Politica: ma quale vittoria?

Quindi alla fine la Polverini ha dato le dimissioni. E D’Alema afferma: «Le dimissioni della Polverini vittoria dell’opposizione», «Il suo addio segno del fallimento del centrodestra». Io credo che sia l’ennesimo fallimento politico italiano. Continuo a credere che il vero scandalo sia continuare a pagare certi politici, alcuni dirigenti voluti espressamente dalla politica italiana, certe pensioni. La follia successiva presentarsi di nuovo presso l’urna e apporre una preferenza.

E noi qui a tirar la cinghia

Ieri sera tutta la televisione italiana, quella che conta chiaramente, non ha fatto che trasmettere dirette e speciali sul raduno della Lega a Bergamo.
Mi viene da chiedermi perchè? Trattasi di altro esempio come la politica non sia assolutamente al servizio del cittadino. Sì, anche la Lega che ha sempre usato il motto “Roma Ladrona” cade. Sembrano lontani i colpi della prima Repubblica, ma a pensarci bene certe cose non sono mai finite, anzi.
Comunque ieri sera la tv era concentrata su un partito che se non ricordo male ha circa un 8% delle preferenze elettorali, quasi tutti al nord mentre sparisce o quasi al centro e al sud. E allora perchè accendere tutti questi riflettori su on orgoglio che non capisco proprio? Si forse hanno il merito, a differenza di altri, di aver proclamato scuse e dimissioni. Ma non trovo davvero giustificata una simile attenzione.
Ecco, ad un partito da 8% circa, quanti milioni gli paghiamo?
E noi a tirar la cinghia.

Ps: è notizia di stasera che l’ennesimo inciucio sia quasi pronto.

Inciuciamo? (finanziamento ai partiti)

Questa  settimana potrebbe vedere il varo di una nuova legge che regoli il finanziamento pubblico ai partiti. Si quel finanziamento che noi cittadini avevamo abolito tanti anni fa tramite referendum, ma che i partiti, dopo aver preso atto del risultato, avevano deciso non solo di inventarsene uno con un nome nuovo, ma ne avevano cambiato anche la sostanza. Infatti sotto forma di rimborso, avevano fatto si che le somme venissero quasi quintuplicate. Adesso quindi, in un periodo in cui il cittadino è spremuto dalle tasse e dagli aumenti, perchè solo lui può salvare l’Italia dal fallimento, in un periodo in cui gli scandali di amministratori e tesorieri mettono in luce i milioni di euro che i nostri partiti hanno a loro disposizione, i capi partito si troveranno tutti daccordo per trovare la giusta soluzione per apporre qualche modifica alla loro contabilità senza però perdere neppure un cent. La politica al servizio del cittadino.

Finanziamento ai partiti?

“Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa”. Questo l’ha detto U.Bossi visto lo scandalo uscito fuori in questi giorni. E trovo tutto ciò ridicolo e anche un poco offensivo.

“Se un partito riesce a mettere così tanti soldi da parte vuol dire che la norma sul finanziamento pubblico è da rivedere. Non si possono accantonare tesoretti privati con fondi pubblici, se questo avviene significa che i rimborsi elettorali sono sovrastimati”. Questo invece lo ha affermato Flavio Tosi, altro leghista. Ma condivido pienamente. Ecco, dopo i milioni della Margherita, oggi i soldi della Lega. Io dico che bisogna davvero finirla una volta per tutte con questa pantomima del finanziamento ai partiti. Fosse solo per rispetto dell’onesto cittadino che da tempo deve sopportare una crisi economica che negli ultimi mesi si è ancor più pesantemente manifestata e accanita sul suo partafogli. Cittadino che fra l’altro, spesso è chiamato ad esprimere, attraverso il voto, una preferenza sul panorama partitico italiano.