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App deputati del PD

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Nel Facebook che compare sul mio iPhone di volta in volta vengono consigliate da mamma “mela” alcune applicazioni. Devo ammettere che il più delle volte si tratta di giochini vari e poche (si contano sulle dita di una mano) quelle che dopo breve analisi ho deciso di installare. Nelle ultime è comparsa questa: “App ufficiale Deputati del PD. Scopri la nuova App ufficiale del Gruppo Deputati PD della Camera

Ora, io non ho mai votato a sinistra se non nelle prime “primarie” a favore di Renzi (ma questo lo so io e amici, non certo Apple o ideatore della App in oggetto. Non ho neppure installato l’applicazione della mia squadra di calcio preferita o altre, preferendo sempre e comunque quelle per me di maggiore interesse o utilità. Pertanto ringrazio ma non posso seguire il “consiglio”.

Leggo infine le uniche tre recensioni: 1. “Spendiamo i soldi in modo più utile” 2. “La chiamate applicazione?. Scandaloso spendere denaro in questo modo. Tra l’altro questo scandalo è anche pubblicizzato su Facebook”. 3. “Feccia Ladri Tutti. Una feccia come i deputati stessi! Tutti! Destra, sinistra e centro”.

Insomma questa applicazione non sembra godere attenzioni particolari, anzi.

Facebook cambia il nostro cervello

Indubbiamente Facebook è un ottimo mezzo per veicolare la nostra eventuale attività commerciale e per trovare nuovi clienti, quindi eccezionale fonte di possibile guadagno.

Però “Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri. Il motivo? Essere costantemente esposti alla vita degli altri, ci costringe a creare ed eseguire una “supervita” digitale e ci fa relegare ai margini la tutela della nostra vita privata.
Il nostro cervello su “riprogrammerebbe” in modo che la nostra vita privata ceda terreno alla nostra vita pubblica, di fatto rendendoci personaggi pubblici (anche se questo avviene tra pochi amici).

Il cervello umano è superiore alle altre specie perché ha la capacità unica di adattarsi all’ambiente, ed è alquanto malleabile. In un ambiente sempre più digitale, siamo costantemente attenti a conoscere ciò che i nostri amici pensano di noi. Questo inevitabilmente cambierà il nostro modo di pensare e il nostro atteggiamento su molte cose. 

E il cambiamento ha conseguenze fatali per il nostro cervello. Il nostro pensiero diventa più infantile, sempre sottoposto alle opinioni degli altri. Noi reagiamo invece di agire. I “mi piace” e le risposte che riceviamo nei nostri post su Facebook ci fanno da indicatori di quello che giusto e quello che non lo è. A questo si aggiunge il fatto che non ci prendiamo il tempo per riflettere su certe cose, ma siamo indirizzati dal parere di chi ci segue. Stiamo davvero cambiando il nostro modo di pensare a causa di Facebook? [fonte]

I social network del 2012 nel mondo

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I tempi cambiano, e cambiano le abitudini, i costumi… Nella nostra quotidianità si sono affacciate nuove forme di comunicazione che hanno portato dei cambiamenti radicali nel nostro modo di pensare, o addirittura nel nostro modo di vivere: i social network. Sappiamo tutti ormai cosa rappresenti un social network o come fare per iscriversi ad uno di questi e dobbiamo rilevare che con l’andare del tempo l’attenzione suscitata da questi fenomeni comunicativi non smette di calare. Abbiamo constatato un po tutti la velocità della comunicazione, la possibilità di entrare in contatto con altra gente, al di là dei limiti dello spazio, magari con gli interessi in comune ai nostri. Per non parlare dell’interculturalità, portata ai suoi massimi livelli.

Qui i numeri relativi alla frequentazione dei social network del 2012.