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Al voto, al voto

4 milioni di posti di lavoro, tasse abbassate, anzi tolte, le uniche che salgono sono quelle sui capitali (così finalmente una volta per tutte si vanno a colpire i ricchi). Cancellazione dei debiti, detrazione degli scontrini. Tutte le promesse su Imu, Irpef, Irap, Iva. Tagli ai costi della politica (finalmente vedremo meno persone alla Camera e Senato).
E il bello è che sono tutti i candidati, questa volta, a promettere la nostra salvezza, la ripresa economica, rimedi definitivi sulla disoccupazione e lo svuotamento, all’ora di pranzo e cena, delle sale della Caritas.
Promettere.
Ci vuole ben altro per seppellire questi politici.

Berlusconismi

Oggi sono entrato da un cliente potenziale per proporre la mia consulenza sulla migliore comunicazione in rete che esista sulla faccia della terra. Il cliente in questione è titolare di un ristorante. Di obiezioni ne ho sentite tante, ma questa mi mancava davvero: “guardi signor Repetti di Virgilio.it che adesso io non ho più bisogno di essere visibile in internet per essere trovato da nuovi clienti. Torna Berlusconi e i ristoranti saranno nuovamente pieni di gente!!”

600 milioni all’anno di stipendio

Mentre in Spagna si scende in strada, in Italia anche l’altro giorno il nostro presidente Napolitano ha chiesto agli italiani sacrifici per salvare il paese.
Bisognerebbe però ricordare che la pressione fiscale effettiva o legale in Italia nel 2012 è pari al 55%, con qualche caso che arriva pure al 70% (si potrebbe quasi dire “schiavitù”).
Trattasi comunque di record mondiale. Nessuno ci batte e cosa ancor più triste è sapere che per altri anni nessuno potrà scavalcarci.
Poi si legge che il neo eletto presidente della Rai percepirà uno stipendio di 600 milioni all’anno. Inutile ribadire paragoni con stipendi di personaggi all’estero che hanno compiti un pochino più particolari, si pensi solo al presidente degli Stati Uniti che guadagna assai, ma molto assai meno. E lo scandalo è poi che purtroppo di dirigenti “trattati” in questo modo da noi ce ne sono tanti.

Agosto: Monti mio non ti conosco

Una settimana di ferie val bene una crisi. Il governo è avvertito: non giochi con le ferie dei parlamentari.
Ah, se potessi almento togliere il tappo al mare!

Ricapitolando: secondo il sottosegretario Gianfranco Polillo gli italiani dovrebbero rinunciare a una settimana di ferie per combattere la crisi. I parlamentari del Pdl, invece, non possono rinunciare al mese d’agosto. A dirlo a chiare lettere è stato ieri il capogruppo dei deputati della Camera del Popolo delle Libertà, Fabrizio Cicchitto. “Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri… Io ci starò, perché tanto ho le vacanze a due ore da qui, ma non ci sarà nessun altro. A quel punto ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo…”. Dichiarazione non ufficiale, ma pronunciata con questa forma al ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda e registrata dai giornalisti parlamentari della Dire, specializzata in informazione politica e parlamentare. Insomma: una settimana di ferie val bene una crisi. Il governo è avvertito: non giochi con le ferie dei parlamentari. [da IlFattoQuotidiano.it]

Le preoccupazione dei nostri partiti

Oggi in Italia c’è un Governo (Monti) di tecnici. E i maggiori partiti lo appoggiano perchè non vogliono addossarsi grosse responsabilità. Se cadesse Monti, sarebbe possibile immaginare un panorama positivo, con questa economia allo sbando?
Per di più a votare ci va davvero poca gente. Con i livelli raggiunti di espressione popolare, l’eletto davvero rappresenta i pochi, non il paese.
I partiti allora, preoccupati di tutto questo decidono di studiare valide alternative. Devono recuperare credibilità nei confronti di cittadini che hanno perso invece voglia e fiducia in queste istituzioni.
Possibile alternativa è dare un nome diverso al proprio partito. Mi viene in mente la “sinistra”. PCI, PDS, DS, PD, QUERCIA, ULIVO fino ad arrivare al PD.Gira che ti gira, la zuppa è quasi sempre la stessa. Oggi Berlusconi ha in mente un cambiamento notevole, un’idea rivoluzionaria. Forse si pensa ancora che siamo talmente idioti a credere che basti un logo nuovo per recuperare il consenso. La cosa che mi turba ulteriormente è leggere poi che con tutti i problemi che abbiamo per “sopravvivere” arrivano proposte e si aprono discussioni sulla eventuale “elezione diretta del capo dello Stato su modello francese”.
Io fossi in loro mi preoccuperei che alle prossime elezioni ci vada per lo meno un 40% degli aventi diritto.

E noi qui a tirar la cinghia

Ieri sera tutta la televisione italiana, quella che conta chiaramente, non ha fatto che trasmettere dirette e speciali sul raduno della Lega a Bergamo.
Mi viene da chiedermi perchè? Trattasi di altro esempio come la politica non sia assolutamente al servizio del cittadino. Sì, anche la Lega che ha sempre usato il motto “Roma Ladrona” cade. Sembrano lontani i colpi della prima Repubblica, ma a pensarci bene certe cose non sono mai finite, anzi.
Comunque ieri sera la tv era concentrata su un partito che se non ricordo male ha circa un 8% delle preferenze elettorali, quasi tutti al nord mentre sparisce o quasi al centro e al sud. E allora perchè accendere tutti questi riflettori su on orgoglio che non capisco proprio? Si forse hanno il merito, a differenza di altri, di aver proclamato scuse e dimissioni. Ma non trovo davvero giustificata una simile attenzione.
Ecco, ad un partito da 8% circa, quanti milioni gli paghiamo?
E noi a tirar la cinghia.

Ps: è notizia di stasera che l’ennesimo inciucio sia quasi pronto.