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Tifosi spregevoli

Dopo aver condannato le scritte contro Pessotto,  soprattutto quelle rivolte alle 39 vittime dell’Heysel, da Juventino ma soprattutto da vero sportivo, mi ha indignato lo striscione apparso l’altra sera prima del Derby offensivo nei confronti del ricordo delle vittime di Superga. Giusta quindi la multa alla società bianconera costretta a pagare per la scelleratezza di alcuni tifosi. Ma non c’è niente da fare, ogni tanto quella famosa mamma generatrice di idioti rimette in campo i propri figli, basti pensare ai cori contro Morosini a Livorno.

“In tutti gli stadi d’Italia si vedono alcuni striscioni che contengono insulti gratuiti da condannare. Spiace, perché è la curva a decidere l’ambiente e la personalità di uno stadio, ma la supremazia del tifo non deve manifestarsi nel ricordo delle tragedie altrui. Le tragedie non hanno nessuna fede”. Andrea Agnelli.

Scambisti

 

 

 

 

 

 

Fra poco riprende il campionato di calcio. La nostra serie A riflette ampiamente la crisi economica che ha colpito il paese.
Sarà un campionato caratterizzato anche dalla fuga o dall’addio di tanti giocatori. Da Ibrahimovic (ma questo non fa più scalpore) a Del Piero, da Nesta a Gattuso, da Verratti a Lavezzi. Ma la lista è davvero lunga.
E poi ……gli scambisti. Nostalgia, la mia, di un vecchio tifoso di un calcio dove la maglia era davvero importante, mescolata con il cuore. Un rossonero non poteva mai diventare neroazzurro e viceversa. Un doriano vestire i colori genoani o un granata quelli della Juve.

Conte, non dovevi patteggiare

Qualche amico, parlando di calcio, mi ha chiesto cosa penso del processo calcioscommesse in casa Juve, la mia nuova Juve.
Prima precisazione: in casa Juve solo di conseguenza, perchè Conte e Bonucci oggi si trovano in questa società, ma al tempo dei fatti contestati non erano assolutamente iscritti nel registro buste paga della società bianconera (quella di Torino)
Per il resto affermo che in gioventù, solo quando fregavo la nutella nel vasetto e venivo scoperto, patteggiavo. Ma se a rubarla era stato uno dei miei fratelli, facevo valere la mia sincerità, lealtà ed innocenza.
Credo pertanto di aver risposto alla domanda.
Può anche darsi che esistendo solo e soltanto una giustizia sportiva sbrigativa in cui l’accusa domina incontrastata, sia allora meglio scegliere il male minore, cioè la riduzione del danno.
Ma non è questa la giustizia, sportiva e civile che vorrei.
E comunque questo atto di sottomissione resterà per me una macchia indelebile nella memoria collettiva, addenserà l’ombra del sospetto sul comportamento di Antonio Conte, alimenterà attorno ai bianconeri, finalmente liberi e puliti, tornati alla vittoria, l’ostilità beffarda di tutti gli avversari. Ma soprattutto darà una legittimità a un procedimento della giustizia sportiva ancora una volta fondato sull’incertezza delle prove.
Leggo adesso che dovrebbe esserci una multa (si parla per Conte) di 200mila euro che poi la Figc devolverà in beneficenza pro terremotati dell’Abruzzo ed Emilia.
Ecco, rimango ancor più della mia convinzione, come sempre “tarallucci e vino”.

Europei 2012

Amaro epilogo del nostro europeo di calcio. Viste come sono andate a finire le cose bisogna essere onesti ed ammettere che tutti avrebbero fatto carte false per un secondo posto. Certo, arrivare a giocarsi la finale e non riuscire a costruire niente di importante, essere abbattuti dal fuoco spagnolo senza sparare neppure un misero colpo….Forse non è stata neppure mancanza di quel cuore di cui si parla spesso. Forse è stata mancanza di gambe e fiato. Appena fischiato l’inizio dell’incontro abbiamo subìto ritmo, gioco e qualità. Non c’è stata mai partita, troppo evidente la differenza fisica. Uscivamo da due impegni importanti, il primo contro l’Inghilterra ed il secondo, dopo i supplementari e rigori, contro la Germania. Forse è mancato il tempo per il recupero. Ieri Prandelli ha sbagliato qualcosa? Non so, può darsi. Ma comunque quest’oggi dedichiamo un minuto di raccoglimento per i 60 milioni di allenatori italiani che oggi sbandiereranno la loro saggezza al grido di “io l’avevo detto”

Siamo vivi

Per fortuna c’è questa parentesi calcistica a tenerci vivi. Non dico niente per scaramanzia, ma dopo i mondiali in Sudafrica eravamo pimbati in non so quale deprimente posizione, qualcosa in più di trentesimi. Oggi siamo nei quarti in Europa, più mettiamoci il Brasile, l’Argentina….insomma dovremmo essere tra le migliori dieci squadre nel mondo. Non abbiamo gente pesante in avanti, nessun Ibra, Van Persie, Robben, Torres, Gomez, molti dei quali tra l’altro sono già in vacanza al mare. Abbiamo poi una difesa fin qui un pò “rabberciata”. Ma siamo nei quarti, grazie ad un cuore enorme.

Forza Grecia

Stasera tiferò Grecia. E non so quanto davvero centrino gli Europei e il calcio. Forse sarà perchè nella storia il popolo greco mi ha attirato molto di più di quello tedesco. Sarà per un fatto quindi di cultura, di arte. O forse solo perchè sono un tipo che spesso difende il più debole, gli indiani d’america piuttosto che l’esercito in blu. Negli europei di tutti i giorni senza dubbio la Grecia è completamente in antitesi alla la Germania, oggi potente e prepotente. Si ecco, la signora Angela Merkel non mi sta proprio simpatica. Forza Grecia quindi.

Cassanate

Sicuramente Antonio Cassano ha sbagliato a far uscire dalla sua bocca quelle parole sui “froci” in Nazionale. Ma ha veramente colpa lui, con la sua capacità solo a colpire la palla e una evidente mancanza di linguaggio adeguato e culturale, oppure di un mondo calcistico dove si parla soprattutto di altro e poco di calcio?

Il momento di chiedere [parata, Papa e calcio]

Leggo un po da tutte le parti, soprattutto nei social:
Dopo il secondo terremoto in Emilia, chiediamo al Presidente della Repubblica di annullare la parata militare del 2 giugno e chiediamo al Papa di annullare il viaggio a Milano
Ai primi accenni di terremoto nel calcio invece si chiede al calcio di fermarsi a riflettere e magari di smettere di giocare per qualche anno.
Ognuno è giusto che pensi quel che vuole, ma  da “bastian contrario” quale sono, credo che sarò tra i pochi a sostenere quanto sia più logico chiedere qualcosa “prima” che le cose avvengono, soprattutto quelle che procurano vere disgrazie! Della serie: siamo bravi nella gara di solidarietà, ma in fatto di prevenzione siamo troppo indietro.

Emozioni bianconere

In sincerità non ricordo da quanti anni tifo Juve. A 7 anni circa andavo al campo, a giocare nei “pulcini” del Forte dei Marmi (neroazzurri) e in allenamento ero ben riconoscibile con la mia maglia bianconera. Allora era permesso. Erano tempi in cui il pallone era color cuoio e per mantenere le cuciture, a fine giornata vi si spargeva sopra il grasso di maiale. Andavi a giocare con la tua borsa e la società ti dava una maglia, dall’1 al 13, un paio di calze ed un paio di pantaloncini. Altri tempi davvero.

Non ho mai visto una festa scudetto folle e piena di gente come quella di ieri. Torino è sempre stata una piazza granata. Ma è stato un anno follemente particolare. Dopo l’inferno della B e piazzamenti distanti dalla prima in classifica, uno stadio nuovo, un allenatore nuovo, un gioco completamente diverso. Non si è sbagliato niente: scudetto e imbattibilità europea.
Un, due e tre, stella. Per noi son trenta e basta.
Non credo che le vedremo tutte sulla maglia a settembre. L’unica certezza  è che la stella più brillante, quella che adora ogni vero tifoso, a settembre non sarà più in campo.
E’ stato davvero emozionante e ammetto di essermi commosso nel non vedere una partita che si stava giocando, ma osservare il lungo giro di campo e l’aplauso che tutto il pubblico bianconero ha riservato al nostro capitano, Alessandro Del Piero.

Ieri altri giocatori famosi hanno lasciato il campionato italiano. Sono stra felice per Pippo Inzaghi, finalmente anche lui tornato in formazione e capace ancora una volta, l’ultima, di salutare i propri tifosi con un gol.