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Politica: non butta bene

Sono finiti i tempi in cui potevo credere in un progetto politico.
Piano piano sono arrivati i tempi in cui i progetti venivano parzialmente portati avanti. Poi ho visto tanti programmi che di contenuto fattibile c’era ben poco ma in realtà si trattava del classico “specchietto per le allodole”. Infine hanno abbattuto pure le allodole e siamo rimasti delusi, arrabbiati e senza un soldo. Noi. Premetto che sono sempre stato tendenzialmente portato a guardare verso destra. Ecco, la destra, oggi disintegrata, divisa ma soprattutto incapace a creare una figura importante, decisa, concreta, seria. Capace di far dimenticare Berlusconi, le sue feste, le sue battute i suoi personali coinvolgimenti con varie procure e tribunali. Stiamo andando verso nuove elezioni e abbiamo una vecchia “pappa”, i vecchi giochini (i voti della Lega, ieri contro, oggi a favore in cambio della poltrona della presidenza della regione Lombardia.). Il Centro, accozzaglia di personaggi insignificanti. Quando vedo e ascolto Casini mi domando se ci sarà forse un giorno in cui sarà capace veramente di prendersi la responsabilità di dire effettivamente da che parte sta e cosa vuol fare da grande. Poi la Sinistra. Incredibile da ammettere per me, ma ci avevo creduto. Avevo creduto in un possibile cambiamento. Renzi sicuramente non ha ancora peso ed esperienza, ma l’idea era ottima. Ma si è scontrato con la parte dura, radicata nel tempo e nelle posizioni di leadership, e pur ottenendo un discreto risultato, ha dovuto ammettere la sconfitta. Ci avevo creduto e rimango ancora dell’idea che quello è il cammino che oggi la politica italiana e i partiti che la compongono devono iniziare a seguire.
Quindi…….in questo modo si va a nuove elezioni. Bersani vs Berlusconi, con un Monti che esce zoppo e senza partito, che ha ridato faccia pulita al nostro Paese, ma non è riuscito (e forse è mancato tempo, autorità e figure importanti) ad iniziare il vero processo di una ripresa della nostra economia.
Ah, dimenticavo Grillo e il suo Movimento. Vedo parecchia nebbia intorno, praticamente niente di chiaro e soprattutto di convincente e costruttivo (hanno davvero capacità questi soggetti?).
Solito minestrone insomma, guerra all’odiato nemico, poltrone da rioccupare, poca politica vera, quella che serve a noi e al bene del nostro Paese.
Non butta per niente bene, insomma.

Caro Berlinguer, oggi ti voterei

Quasi quasi rimpiango il PCI
Non sono mai stato di sinistra. Sono sicuro di non avere mai comprato “lotta Continua” e forse per vedere com’era fatto un paio di volte ho portato soldi al “Manifesto”.
Ricordo Enrico Berlinguer, con estremo piacere, anche se preferivo votare chi era al suo completo opposto. Ma erano lotte vere, sincere e la maggior parte delle volte rispettose e soprattutto concrete.
Da ormai tanto tempo il Pci non esiste piu. Quel partito ha cambiato simboli e non so quante volte nome. Oggi si chiama Pd. Che fosse all’opposizione o al Governo si e’ solo preoccupato alla fine di portare avanti la sua “crociata” controSilvio Berlusconi, l’unico vero problema italiano. Una volta la sinistra era a difesa degli operai, dei diritti dei lavoratori. Si curava o cercava comunque di salvaguardare istruzione, sanita’. E se le cose non andavano guidava la gente nelle piazze.
Oggi, forse per incapacità o per interesse, fa passare leggi che hanno completamente pasticciato il mondo del lavoro, dell’istruzione, della sanità, insieme a Pdl e Casini vari. Di politica economica meglio non parlarne.
La sinistra si e’ divisa e non incide piu.
Mamma mia, per essere uno che non ha mai votato a sinistra, sembra questo un pensiero davvero nostalgico. Chissà, caro Berlinguer, forse oggi avrei potuto davvero votarti.

Le preoccupazione dei nostri partiti

Oggi in Italia c’è un Governo (Monti) di tecnici. E i maggiori partiti lo appoggiano perchè non vogliono addossarsi grosse responsabilità. Se cadesse Monti, sarebbe possibile immaginare un panorama positivo, con questa economia allo sbando?
Per di più a votare ci va davvero poca gente. Con i livelli raggiunti di espressione popolare, l’eletto davvero rappresenta i pochi, non il paese.
I partiti allora, preoccupati di tutto questo decidono di studiare valide alternative. Devono recuperare credibilità nei confronti di cittadini che hanno perso invece voglia e fiducia in queste istituzioni.
Possibile alternativa è dare un nome diverso al proprio partito. Mi viene in mente la “sinistra”. PCI, PDS, DS, PD, QUERCIA, ULIVO fino ad arrivare al PD.Gira che ti gira, la zuppa è quasi sempre la stessa. Oggi Berlusconi ha in mente un cambiamento notevole, un’idea rivoluzionaria. Forse si pensa ancora che siamo talmente idioti a credere che basti un logo nuovo per recuperare il consenso. La cosa che mi turba ulteriormente è leggere poi che con tutti i problemi che abbiamo per “sopravvivere” arrivano proposte e si aprono discussioni sulla eventuale “elezione diretta del capo dello Stato su modello francese”.
Io fossi in loro mi preoccuperei che alle prossime elezioni ci vada per lo meno un 40% degli aventi diritto.