Facebook cambia il nostro cervello

Indubbiamente Facebook è un ottimo mezzo per veicolare la nostra eventuale attività commerciale e per trovare nuovi clienti, quindi eccezionale fonte di possibile guadagno.

Però “Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri. Il motivo? Essere costantemente esposti alla vita degli altri, ci costringe a creare ed eseguire una “supervita” digitale e ci fa relegare ai margini la tutela della nostra vita privata.
Il nostro cervello su “riprogrammerebbe” in modo che la nostra vita privata ceda terreno alla nostra vita pubblica, di fatto rendendoci personaggi pubblici (anche se questo avviene tra pochi amici).

Il cervello umano è superiore alle altre specie perché ha la capacità unica di adattarsi all’ambiente, ed è alquanto malleabile. In un ambiente sempre più digitale, siamo costantemente attenti a conoscere ciò che i nostri amici pensano di noi. Questo inevitabilmente cambierà il nostro modo di pensare e il nostro atteggiamento su molte cose. 

E il cambiamento ha conseguenze fatali per il nostro cervello. Il nostro pensiero diventa più infantile, sempre sottoposto alle opinioni degli altri. Noi reagiamo invece di agire. I “mi piace” e le risposte che riceviamo nei nostri post su Facebook ci fanno da indicatori di quello che giusto e quello che non lo è. A questo si aggiunge il fatto che non ci prendiamo il tempo per riflettere su certe cose, ma siamo indirizzati dal parere di chi ci segue. Stiamo davvero cambiando il nostro modo di pensare a causa di Facebook? [fonte]

Ciclista “manolesta”

ciclistiHo sempre poco seguito questo sport. Forse le uniche volte quando il Giro d’Italia faceva tappa con arrivo e il giorno seguente con la crono sui viali a mare della nostra Versilia. Mi ricordo Gimondi, Merckx, Battaglin, Fignon e altri campioni che hanno pedalato sulle nostre strade. Successivamente mi pare ricordare solo dei passaggi e niente più. Poi qualche visione di alcuni mondiali. Oggi quindi non ho seguito una classica, il giro delle Fiandre. Ma non ho potuto non soffermarmi sull’immagine scattata durante la premiazione, dove si ritraggono diverse soddisfazioni. [fonte immagine]

Aston Martin e il sesso

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L’accostamento auto/donna è stato sempre utilizzato. Basta andare in una comunissima concessionaria auto per la presentazione di un nuovo modello, per non parlare degli eventi internazionali, per trovare accattivanti hostess pronte a mostrare ogni segreto dell’auto che rappresentano. E le pubblicità non sono da meno. Questa ultima della famosa casa Aston Martin (anche se riprende in toto slogan e significato proposto anni fa dalla BMW), non lascia davvero alcun spazio a dubbio. Non sei il primo perchè si parla di auto usata, ma ti interessa davvero non esserlo?

Il linguaggio del corpo

Recentemente ho letto un interessante libro di un esperto di marketing che evidenzia come imparare a leggere e comprendere il linguaggio del corpo straordinario strumento
per conoscere meglio noi stessi e chi ci circonda.
La comunicazione verbale (i contenuti) vale solo il 7% circa.
La voce vale il 38% (Volume, tono, ritmo, pause) e il rimanente 55% è affidato all’uso del corpo
(le espressioni facciali, gli atteggiamenti corporali, i movimenti)

Insomma tutto davvero interesante.
Vorrei sottoporre al professionista e scrittore quanto accadutomi qualche giorno fa in una mia visita presso un potenziale cliente contattato per la prima volta mediante telefono..
Mi accoglie presso l’ufficio una simpatica signora, giovane (max 35), abito sportivo, estremamente dinamica ed esperta di comunicazione digitale (mia proposta: la presenza della attività all’interno dei portali nazionali per cui lavoro in canali tematici attinenti al settore e campagna promozionale attraverso invio di email e sms)
La conversazione scorre piacevolmente. A domanda precisa corrisponde sempre la mia giusta risposta. Poi, lasciando la mia poltrona, mi avvicino al suo pc per illustrare dal vivo la proposta con esempi.
Alla fine rimaniamo d’accordo per una mia formulazione precisa e proposta economica.
Ci salutiamo sulla porta dell’ufficio. Poi vedo che mi accompagna sulle scale al piano terra. Ci fermiamo e lei si scusa di non avermi neppure offerto un caffè. Rispondo che sarà per la prossima volta. Il discorso quindi va sulle applicazioni per iPhone. Mi dice di aver lavorato per quella che riguarda il settore turismo in Versilia. “se hai da realizzare qualche app…..” “mi scusi le ho dato del tu”. Dico io “Ma si, diamoci del tu”.
5 minuti di orologio di ulteriore conversazione, ma adesso siamo molto più vicini. Quindi ci salutiamo, ci diamo la mano e poi lei, due baci sulla guancia, come se fossimo stati due vecchi amici.
Dunque diceva l’esperto di marketing che nella trattativa…… La comunicazione verbale vale solo il 7% circa. La voce vale il 38% e il rimanente 55% è affidato all’uso del corpo.