29 giugno, non dimentichiamo

1277826253938_4vg-4No, non possiamo dimenticare. Ogni abitante della Versilia non puo dimenticare una tragedia cosi devastante, cosi assurda.
Conobbi Alessandro tanti anni fa, era magazziniere e commesso presso la Fiat di Viareggio. Gia da allora ricordo che contrariamente ai suoi colleghi indossava una tuta sempre pulita, come le sue mani. Eppure toccava freni, frizioni, ammortizzatori. Ma lui era sempre lindo. Poi abbiamo lavorato anche insieme, quando gestivo il commerciale di una emittente radiofonica privata. Era anche divertente andare a proporre e vendere spot pubblicitari insieme. Finita quella esperienza ne intraprese una nuova, diversa, responsabile di un negozio di abbigliamento a Viareggio , sulla passeggiata. Ma non ci siamo mai persi di vista. Per tre giorni alla settimana eravamo ad allenare i nostri muscoli in palestra. E quante volte mi faceva fare tardi. Dopo la doccia, Alessandro metteva in pratica il rito dei capelli. Stava minuti e minuti a tirarli, pettinarli, curarli insomma quasi uno per uno e a frizionarli con il suo gel. Credo non averlo mai visto con un capello fuori posto. Ci siamo poi persi. Il mio matrimonio, il figlio. Poi un giorno nella mia Forte dei Marmi vedo Alessandro, sempre tirato di fisico, capello alla perfezione, direttore da Hugo Boss. Un aperitivo insieme per raccontarci le nostre vite di anni in cui non ci eravamo frequentati.
Poi quel maledetto 29 giugno di 5 anni fa. Quel rogo lo ha prima devastato e poi dopo giorni e giorni di passione (ma lui per fortuna non sentivi già piu niente) ci hai lasciato.

image“Alessandro Farnocchia, quarantaquattro anni, direttore della boutique «Hugo Boss» di Forte dei Marmi  Residente in via Ponchielli, quella notte è stato travolto dalle fiamme riportando ustioni di secondo e terzo grado in gran parte del corpo. Dodici giorni dopo è morto.
Con Farnocchia, quella sera, c’era anche Marina Galano, 44 anni, di Marina di Massa, da tre mesi commessa alla boutique «Mila Grace» di Forte dei Marmi. Anche lei ricoverata in gravissime condizioni morirà due mesi dopo la notte del disastro ferroviario“.

Trentadue le vittime

Maturità

O mio Dio. Vi è mai capitato in sogno (incubo per me) di rivivere il vostro esame di maturità? Il mio lo ricordo bene anche se mi sfugge l’anno (si va troppo indietro). Oggi tema di italiano. Frequentavo il liceo scientifico nella mia Forte dei Marmi. Dopo i vani tentativi di conoscere i titoli dei temi proposti nelle varie scuole italiane sparse nel mondo, tipo svizzera, Sud Africa, Australia ecc decisi di prepararmi su due argomenti, Montale e udite udite su quello che sarebbe diventato il Parlamento Europeo. Intuizione geniale. Sapevo tutto e di più, persino il numero di scarpa di ogni politico che stava lavorando al progetto. Dopo 90 minuti circa avevo finito il tema ed aiutato qualche compagno a me vicino di banco. Risultato? 9. Il bello che grazie a quello splendido voto riuscii a cavarmela per il “rotto della cuffia“. Insomma ottenni un 36/sessantesimi (allora quella era la votazione in essere). Il minimo insomma. Lascio a voi immaginare cosa combinai di spaventoso nello scritto di matematica e quale scena tragi/comica registrai agli orali. Ma ne uscii vivo.