Archivi categoria: Pensieri e Parole

Andatevene!

 “È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che voi avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con la pratica di ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.

Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth?

Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!”.

Questo il discorso che Oliver Cromwell pronunciò il 20 aprile 1653 sciogliendo il parlamento inglese.

Politica: ma quale vittoria?

Quindi alla fine la Polverini ha dato le dimissioni. E D’Alema afferma: «Le dimissioni della Polverini vittoria dell’opposizione», «Il suo addio segno del fallimento del centrodestra». Io credo che sia l’ennesimo fallimento politico italiano. Continuo a credere che il vero scandalo sia continuare a pagare certi politici, alcuni dirigenti voluti espressamente dalla politica italiana, certe pensioni. La follia successiva presentarsi di nuovo presso l’urna e apporre una preferenza.

Dichiarazione dei Redditi [cosa fare da grande]

C’è ancora un pò di tempo perchè mio figlio, oggi undicenne, inizi a porsi la domanda “cosa faccio da grande?”, ma visti i tempi che corrono e i dati che emergono, spero tanto che dopo il classico vada a iscriversi a Legge e diventi notaio.

Dalla dichiarazione dei redditi 2011 (redditi medi) [da corriere.it]
Istituti di bellezza 6.500
Negozi di abbigliamento e scarpe 8.600
Pellicciai 8.800
Ristoranti 14.300
Bar e gelaterie 16.800
Alberghi 14.700
Gioiellerie 17.000
Meccanici 24.700
Notai 318.000

Io vivo in Toscana, sul mare, e la costa Apuano Versiliese ha molti stabilimenti balneari. Mi pare di ricordare alcuni prezzi per l’acquisto di uno di questi, discreto, completo di servizi. Prezzo 3 milioni di euro. Leggo che il reddito medio di un imprenditore, proprietario di questa attività è in media di 15.000 euro annui.
Quanto tempo occorre quindi per ammortizzare il costo di acquisto?

Quando la toppa è più grande del buco

Torno sulla incresciosa uscita di Groupalia:

La scivolata è clamorosa. E come spesso accade, la toppa, che poi è stata rimossa, è stata quasi più grande e vistosa del buco. Cercare di legare un prodotto/servizio al trend del momento non è stata una buona idea:

E la terza uscita è stata la ciliegia sulla torta:

Non era loro intenzione offendere qualcuno. Non si è offeso nessuno, vero?

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

 

Come aumentare le vendite

Periodo di depressione. Si corre, ci si organizza, si studia, ma ottenere risultati importanti è veramente dura. Diventa sempre più importante riflettere con calma e caricarsi.

Jeffrey Gitomer è un venditore nato, un uomo che riuscirebbe a vendere anche il ghiaccio al Polo Nord. Ha scritto numerosi testi dedicati alle tecniche di vendita e nel famoso “libretto rosso del grande venditore”, un must per tutti gli addetti ai lavori, riunisce ben 99,5 soluzioni per guadagnare. Anzi, per guadagnare sempre di più.

1. Pensa positivo – Ti ricordi lo slogan di Obama durante la sua campagna per le presidenziali: il suo motto vincente era Yes, we can. Per riuscire nelle tue vendite devi trasmettere positività, devi essere sicuro delle tue azioni e, soprattutto, credere in te stesso: se non lo fai tu perché dovrebbero farlo i tuoi clienti?

2. Impara i numeri – O meglio, impara i numeri che ti porteranno al successo e seguili fino in fondo. Perché i numeri ti aiutano a raggiungere le vette più alte: quanti appuntamenti ti servono per fare un’offerta? Quante offerte ti servono per fare una vendita? Quante vendite ti servono per raggiungere il tuo obiettivo? Impara e segui i numeri!

3. Fidelizza – Meglio una moglie/marito soddisfatta/o (magari da altri) o fedele? La risposta è semplice e si orienta verso la seconda opzione. Per riuscire ad aumentare le vendite devi fidelizzare i tuoi clienti, e per farlo devi diventare una risorsa indispensabile. Una risorsa capace di trovare idee e di risolvere problemi al momento giusto.

4. Diventa amico – Questo è un passo fondamentale, ma anche difficile da muovere. Per diventare amico del tuo cliente devi essere sincero e pronto ad aiutarlo, devi anticipare le sue necessità e poi andare oltre: chiamarlo anche quando non c’è una vendita invista, ricordarti del suo compleanno, risolvi piccoli problemi che non riguardano il lavoro…

5. Dai il massimo – L’entusiasmo è una componente fondamentale per migliorare le vendite. Solo quando c’è questo ingrediente nell’alchimia lavorativa riesci a dare il massimo di te stesso, a superare gli ostacoli più grandi che ti separano dall’obiettivo da raggiungere.

6. Persevera nella vendita – Il primo appuntamento è andato male? Fissane subito un altro, e poi un altro ancora, fin quando ti viene data la possibilità di perseverare. Chi si arrende al primo “no” è destinato a non migliorare le proprie vendite, chi insiste (senza esagerare) prima o poi raggiungerà il suo risultato.

7. Lavora sul passaparola – Ovvero su una delle grandi risorse che utilizziamo per prendere delle decisioni, sia nella vita reale che sul web. Quando un cliente è soddisfatto del tuo lavoro non aver paura di chiedere al cliente un amico, un conoscente o un collega che ha bisogno del tuo lavoro.

8. Devi conoscere tutto – Ovviamente tutto quello che riguarda il prodotto che stai vendendo, ma non solo: per dare una possibilità in più alle tue vendite devi conoscere anche l’azienda del tuo cliente. Basta un giro di telefonate, o meglio ancora una sfogliata ai risultati di Google, per raccogliere tutte le informazioni necessarie per arrivare pronto al tuo appuntamento di vendita.

9. I tuoi clienti sono delle celebrità – E li devi trattare al massimo, come se fossero delle celebrità. Immagina se in un negozio entrasse George Clooney: la commessa lo tratterebbe come un cliente qualsiasi? Non credo: lo tratterebbe come un cliente speciale – gli dedicherebbe tempo e attenzioni particolari – e tu devi fare lo stesso. Perché questa è la chiave di tutto: i tuoi clienti sono speciali, e tu glielo devi far capire.

10. Divertiti – Questo è il segreto per riuscire nel tuo lavoro: devi divertirti. La tua giornata di lavoro non deve essere un sacrificio, non deve essere un susseguirsi di ore che si snocciolano come un conto alla rovescia. Il tuo lavoro deve essere sinonimo di divertimento, e devi essere felice di iniziare una nuova giornata. Lo so che è difficile, ma questo è il segreto per vendere alla grande.

Benzina, ma quanto ci costi

Questa mattina ho speso 30 euro di gasolio e non sono arrivato neanche a metà serbatoio. Hai voglia di stare attento alle tabelle esposte dalle compagnie. Oggi fare una spesa folle significa fare il pieno di carburante. Ci dobbiamo poi augurare poi che non ci siano piogge disastrose, nevicate copiose, raffiche di vento burrascose, calamità rovinose, crolli impetuosi, speriamo che il bel tempo ci aiuti a superare questa crisi dolorosa, perché anche sulle calamità naturali pende l’aumento delle accise sulla benzina. Da segnalare che dal 2011 le accise sono aumentate di 0,140 € al litro. In sostanza, se non gravassero imposte più o meno assurde sul carburante, la benzina costerebbe 0,65 euro.

Più grande è la lotta e più glorioso il trionfo.

Oggi convention in quel di Roma. Un discreto programma per affrontare al meglio questa crisi che attanaglia anche il nostro cliente e la presenza di tutto l’alto vertice. Dopo il coffe break, al rientro un filmato. Un corto che tra l’altro sembra attirare in rete un numero sempre maggiore di osservatori: The Butterfly Circus. Interpretato da Nick Vujicic nel ruolo di Will, l’uomo senza arti che tale è non solo nel film ma anche nella vita, e diretto da Joshua Weigel, Il circo della farfalla non utilizza solo il circo e i suoi personaggi per narrare una storia, ma veicola qualcosa di intimamente legato al tendone. Il signor Méndez è il proprietario di un circo che per caso si ferma in un luna park e visita il padiglione delle mostruosità umane: la donna barbuta, l’uomo tatuato, le gemelle siamesi… ed anche Will, appunto, che se ne sta in mostra e attende che gli amanti dello spettacolo degli orrori sfilino davanti a queste umanità mutilate e deformi. “Una perversione della natura, un uomo – se così lo si può chiamare – a cui Dio stesso ha voltato le spalle!”, dice chi presenta il macabro show quando apre la tendina che tiene nascosto Will. Ma qualcosa cambia per un incontro inatteso, quello con il signor Méndez, che guarda Will con occhi diversi. Will prima lo rifiuta e poi lo segue. Pensa che ogni circo sia come quello che ha vissuto fino a quel momento, ma ne conosce un altro, che raggiunge i piccoli paesi con questo messaggio: “signori e signore, ragazzi e ragazze, ciò di cui ha bisogno questo mondo è di un po’ di stupore”. Il signor Méndez dirige un altro tipo di spettacolo, insomma, non quello che si fonda sul mettere in mostra “le imperfezioni di un uomo…” Il circo di Méndez porta in pista contorsionisti, giocolieri, acrobati, trapezisti, l’uomo forzuto… Anna, la regina dell’aria. Artisti che si “muovono pieni di forza, colore ed eleganza”, qualcosa di “sbalorditivo”. A contatto con loro Will rinasce, sfidato da una frase che Méndez gli scaraventa addosso all’improvviso: “Se solo tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri”. Ma loro sono diversi da me, ribatte Will guardando gli artisti che si muovono con le loro gambe e afferrano funi e clave con le loro mani. “Un vantaggio ce l’hai – è la risposta di Méndez – più grande è la lotta e più glorioso il trionfo”. Che sembra la regola che percorre da sempre la pista di segatura, ma anche la legge più profonda della vita. Al circo, grazie all’arte della pista e alla umanità che sprigiona dalla compagnia di Méndez, anch’essa opera d’arte, Will subisce la metamorfosi da bruco a farfalla e spicca il volo. C’è molto realismo nella storia: Will nel circo del signor Méndez ha comunque un ruolo legato alla sua condizione umana, si getta da molto in alto in una vasca d’acqua e riemerge fra gli applausi. Viene presentato come qualcosa di eccezionale, un po’ come succedeva nel baraccone, perché lo spettacolo va avanti e la vita pure, e bisogna pur guadagnarsi il pane. Ma adesso Will mostra il meglio di sé, e il pubblico è testimone di “un’anima coraggiosa mentre imbroglia la morte salendo fino a 50 metri in aria e saltando dentro alla piscina”.

Veramente un filmato ricco di significato, che ha colpito ed emozionato la nostra folta platea.

Festa del papà

Io ho avuto un papà di una volta, di quelli antichi.
Io ho avuto un solo papà, ai figli moderni ne possono capitare anche 2 o 3.
I papà di adesso sono diversi da quelli di una volta, intanto quelli moderni giocano a tennis, sanno sciare, vanno in mountain bike, di mestiere fanno l’interior designer, collezionano Rolex degli Anni 50, fingono di sapere come investire il loro patrimonio, alla domenica portano la famiglia al ristorante 2 stelle Michelin dove lo chef cucina le lasagne molecolari; il pasto finisce con la nonna che si lamenta e dice che sono più buone le sue.
I papà di una volta giocavano a briscola, quasi tutti lavoravano in fabbrica, dove andavano con bicicletta, e se per caso si bucava una ruota la aggiustavano loro; di soldi non ne avevano, così non sbagliavano investimenti, la domenica si mangiavano le lasagne cucinate dalla mamma e la nonna si lamentava sotto voce dicendo che le sue erano più buone.
I papà moderni quando un figlio torna da scuola con un 4, denunciano il professore per mobbing.
I papà di una volta, se tornavi a casa con una nota da firmare, loro scrivevano sul diario «bravo prof, raddrizzi la schiena a questi invertebrati».
Fare i compiti insieme al papà moderno è molto istruttivo: è probabile che ti aiuti a comprendere le equazioni, che sappia i fiumi, i monti e la capitale delle Maldive, e che conosca la differenza tra Valentino e Dolce & Gabbana.
Se facevi i compiti con i papà di una volta eri bocciato di sicuro.

Un bel pensiero scritto da Giacomo Poretti in occasione della festa del papà. Qui su La Stampa il pezzo completo.