Virus Spa

Il virus killer, dunque, è meno killer di quanto si pensasse. Corre veloce, è riuscito persino a violare l’embargo strettissimo imposto alla striscia di Gaza (dieci morti). Ma, allo stato, pare – patologicamente parlando – più debole del previsto. Dove invece non ha tradito le attese è stato sul fronte finanziario: il business dell’H1N1 scoppia di salute. La Virus Spa, un sapiente mix di vaccini e di indotto figlio dell’ansia "preventiva", ha già iniziato a macinare miliardi. (continua)

Poche vittime, per fortuna, ma molti affari. Su Repubblica tre pagine per denunciare l’eccessivo allarmismo sull’influenza suina.

A proposito di fame – impaginazioni

L’uomo sulla Luna: oggi sarebbe così

   catturato qui

Il calendario sporcaccione dei pescatori

siluro 

Scommetto che questo fine settimana ci sarà tanta gente che si recherà nei negozi a fare acquisti di canne, mulinelli ed esche varie per ricevere in regalo il calendario.

Trovato qui. Tutti i mesi li vedi qui.

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Il terremoto che verrà

Ancora cose interessanti e accurate sul vero rischio sismico presente nel nostro paese. Non sono novità ma semplicemente un contesto generale che purtroppo troppo spesso viene dimenticato per poi ripresentarsi quando è il momento di calcolare i danni subiti.

Ogni volta che c’è un terremoto, scopriamo che l’Italia è un paese a elevato rischio sismico. E dopo qualche settimana – passata l’indignazione, lo sdegno, il lutto, gli interrogativi sulle responsabilità dei crolli di edifici costruiti da poco e inaugurati da sindaci imbellettati con il tricolore al collo – un popolo di smemorati torna ad affidarsi al sano fatalismo che fa di noi un paese allegro ma profondamente incivile…

Vorrei che i sindaci, gli assessori, i presidenti di ogni ordine e grado si muovessero ora, subito, senza bisogno di nessun comitato di cittadini rompicoglioni. Vorrei che si muovessero ora perché, piaccia o no, è il loro dovere. Perché a loro abbiamo dato la fiducia per amministrare le nostre città. E questo è amministrare. Vorrei anche che sapessero che da oggi, con le mappe del rischio sismico pubblicate da tutti i quotidiani, sbandierate in ogni talk show, reperibili in ogni angolo di Internet, vorrei che sapessero che da oggi davvero nessuno può dire “non sapevo”. Perché io, al posto loro, non ci dormirei la notte.

Vorrei vivere in un paese dove non ci fosse bisogno di dire tutto questo.

Dio non c’è…probabilmente

uaar 

Sicuramente i miei clienti (sacerdoti) saranno scandalizzati. A me non importa un gran chè anche se devo ammettere che si può credere o non credere, ma rispettare le idee e i sentimenti degli altri, quello sempre. E questa la vedo un pochino come una campagna pubblicitaria parecchio provocatoria. Comunque viviamo in un paese dove tutto è possibile, compreso pagare il canone tv e pupparsi tonnellate di pubblicità, quindi, va bene così.

A parte tutto leggo sul blog di Massimo Mantellini una cosa curiosa, una osservazione veramente giusta di una sua lettrice:

A me, che pure sono socio UAAR, questa faccenda dei bus atei a Genova convince poco. Lo slogan è ben diverso da quello inglese, che recita: “There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life”. In italiano manca il “probabilmente”, che fa un mondo di differenza in termini teorici, pratici e metodologici. Messa così sembra proselitismo, in uno stile indistinguibile da quello di certe réclame cattoliche o dei testimoni di geova. E sembra spocchioso e saccente; mentre io non ci tengo a convincere nessuno che dio non esiste, perché non è questo il punto. Ilaria

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Sfiga

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L’altro giorno scrivevo di come si era presentato al sottoscritto il nuovo anno riportando alcuni piccoli inconvenienti che mi sono capitati. Stamani per fortuna è arrivato il corriere che mi ha consegnato finalmente i miei due fumetti anni 70 di Flash Gordon che inseguivo da un pò di tempo (Ebay), mentre non ho ancora notizia della ricarica telefonica effettuata tramite internet (vedrò oggi se la somma mi è stata addebitata sulla carta di credito). Niente di grave per l’amor del cielo. Soprattutto se penso a questo incauto sciatore americano che si è ritrovato a passare circa 15 minuti a testa in giù in seggiovia, rischiando soprattutto l’assideramento dei suoi attributi. Qui le altre immagini, comprese quelle del soccorso.

Contest: vinci un ipod nano chromatic!!

contest-thumb 

A dire la verità non ho mai vinto niente. Ma visto che non costa niente e siamo a dicembre, un regalino simile non mi dispiarebbe proprio. Si tratta di un nuovo contest organizzato da Accordi e spartiti che mette in palio un bellissimo ipod nano chromatic. Secondo me vale la pena conoscere il sito, interessante per chi ama la musica e partecipare, anche se, più iscritti, meno probabilità che io vinca! E va bene, per il regolamento e per partecipare, andate a questa pagina. Ricordatevi infine di segnalare il vostro articolo nei loro commenti e che la possibilità di partecipare scade alle 24.00 del 16 dicembre 2008.

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Le medaglie nere delle Olimpiadi

E così sono finite le Olimpiadi cinesi, quelle che secondo me dovevano svolgersi altrove. Gli addetti ai lavori avranno già tracciato un sunto di questa avventura sportiva, più o meno positiva rispetto alla edizione precedente. Non le ho seguite attentamente, anzi direi molto marginalmente e sulla carta (virtuale) stampata. Per i nostri colori mi sembra che possa valere il detto, il difficile non è arrivare (Atene 2004), ma rimanere. Alcuni atleti infatti non si sono riconfermati mentre per fortuna altri hanno ottenuto il risultato della loro vita.

Per il resto, interessante e condiviso dal sottoscritto quanto affermato qui 

Come la chiedo alla barista?

FiGa

C’è una bevanda, energetica, prettamente estiva, a base di fiori di guaranà. (copiata da qui)

Prepararsi alle Olimpiadi

Esercitazioni antiterrorismo cinesi in vista delle olimpiadi. Viste qui

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Cambiano i tempi e gli approcci

L’altra sera ho approcciato una tizia con una frase che mi sembrava molto azzeccata e al passo coi tempi. “Ehi, ma com’è che una ragazza carina come te non è nemmeno sottosegretario?” Stranamente non ha funzionato. Letta qui.

A prescindere dal fatto che difendo a spada tratta la Carfagna, primo perchè è carina e poi fosse solo perchè se l’ha data a qualcuno non ha fatto altro che comportarsi come si è soliti fare in certe situazioni (a meno che il soggetto non si chiami Rosi Bindi o Livia Turco, e comunque giudicherò il ministro per quello che sarà il suo operato), trovo carinamente fantasioso il modo di trattare la vicenda attraverso questo post.

Si può fare

Non si sa mai, quindi mi sono iscritto:

GuadagnoRisparmiando esaudisce un vostro desiderio e vi regala un MacBook-Air!

mbasplashtiregala

“Guadagno Risparmiando” offre un appettitoso contest mettendo a disposizione un bel premiuzzo. Per parteciparvi bisogna diffondere la notizia proprio come ho fatto io. Ulteriori informazioni ai seguenti indirizzi:

indirizzo del contest: http://www.guadagnorisparmiando.com/isayblog/macbook-air-contest/  fonte del contest: Risparmiare

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Se nei videogames si iniziasse a promuovere la pace?

Tra le mie letture preferite la mia attenzione cade spesso su Geekissimo, anche se quando va particolarmente sul tecnico, ammetto che avrei bisogno di un traduttore oppure meglio ancora di un valido tutor, visto che mia durezza in fatto di certi software non ha rivali. Oggi ho trovato un articolo un pò datato ma molto interessante che voglio riportare in parte (spero me lo permetteranno) che riguarda i videogiochi, i bambini, la pace e la violenza. Si tratta di una proposta molto interessante che spero abbia un seguito. Lo dico come padre, come facente uso (limitato) di videogiochi e soprattutto come osservatore dei games che si trovano in vendita sugli scaffali.

E se nei videogames s’iniziassero un po’ di più a promuovere la pace e la volontà di un mondo migliore, invece della violenza? Come tutti sappiamo, tra i videogiochi che vendono di più (e che piacciono di più) ce ne sono sempre molti che riguardano (da vicino o da lontano) la violenza. A partire dalla prossima settimana Advanced Micro Devices (Amd) ha annunciato un progetto destinato ai bambini che vogliono imparare a costruire videogiochi; la particolarità è che i videogames in questioni andranno a promuovere messaggi sociali come la lotta alla povertà o la protezione dell’ambiente che ci circonda.

Il progetto è chiamato “Changing the Game” (”cambiando il gioco”, appunto) e oltre al messaggio sociale darà la possibilità a bambini e ragazzi di iniziare a farsi un vero e proprio curriculum nel campo dello sviluppo di software e videogiochi. Non è tutto: sempre la prossima settimana Microsoft presenterà il primo gioco educativo tutto dedicato all’ambiente e sviluppato dai ragazzi della scuola secondaria americana che hanno partecipato all’iniziativa “Microsoft Imagine Cup”. Insomma: qualcosa inizia a cambiare sul fronte dei videogiochi? 

continua qui

Barattolino Sammontana (lo spot)

Premetto che quando vado al supermercato a comprare il gelato ho sempre preferito il barattolino della Sammontana. Non importa il gusto, mi piacciono tutti. Mi spiace per “Gigi” ma non compro pertanto prodotti di altre marche. Dopo aver visto questi due spot [ 1 e 2 ] ho deciso di sospenderne l’acquisto. Ma come diavolo si fa a fare delle pubblicità simili? E ho paura che ne vedremo di altri simili. Già ieri sera ne ho visto uno diverso e altri blogger che chiedono di boicottare il prodotto.