Bisognerebbe imparare da loro
I suoi occhi che ti guardano, un leggero sorriso e un saluto con la mano mentre tu vai a cercare un parcheggio e lui si avvia al suo Day Hospital. Lo vedi allontanarsi e la saliva ti scende pesante in gola. Incomincia così una lunga giornata fatta di speranza. La speranza che i valori siano sempre stabili, come l’eco, come la sua crescita. Sei in compagnia di altri genitori, lì con i loro bambini, più grandicelli o più piccoli del tuo. Unico denominatore comune, la stessa speranza. Quei piccoli li vedi giocare, prima da soli, ma poi piano piano fraternizzano. Si parlano, giocano insieme. Alcuni di Genova o comunque liguri, alcuni toscani, altri vengono da regioni del nord, molti dal sud, da Napoli e dalla Sicilia. Ti sposti per raggiungere altri reparti e vedi altri bambini. Alcuni portano i segni evidenti della loro malattia, altri della loro cura. Li osservi e li vedi sempre sorridere, nonostante tutto. E allora ti chiedi tanti perchè e capisci che forse dovremmo un pò imparare da loro.
Oggi è andata bene. Andiamo avanti per altri 6 mesi. Ringrazi i medici e soprattutto le "tate", bravissime infermiere che hanno accolto te e il tuo bambino ancora una volta amorevolmente. E mentre lasci il Gaslini, e studi come poter adesso giustamente svagare il tuo ometto, pensi anche come vorresti portare il quel luogo tante persone, perchè possano rendersi conto, e magari imparare.








Per quel che mi riguarda me togli il ‘forse’, DOBBIAMO imparare da loro proprio come ci si comporta quando si è in difficoltà.
Mi fa molto piacere che anche questa sia passata e dai un abbraccio all’ometto coraggioso da parte mia!?
Grazie Claudio