Ospedali oggi
Purtroppo mio padre non riesce a stare lontano dal Pronto Soccorso. Ha vissuto 82 anni senza sapere l’esatta ubicazione, poi nel giro di questo ultimo periodo pare abbia deciso di informarsi adeguatamente su ogni reparto. Grazie a Dio lo abbiamo sempre riportato a casa e prego pure stasera affinchè sia possibile ancora una volta. Oggi l’ho accompagnato al pronto soccorso. Ci sono dei lavori di ristrutturazione. Ed è il caos. Un ambiente molto più piccolo, dove le infermiere e i dottori sono costretti a lavorare in condizioni poco piacevoli. Il salottino color aragosta, rigorosamente in pelle c’è comunque. Arriva l’infermiera che gentilmente fa accomodare mio padre su una sedia ed inizia a valutarne le condizioni. Si arriva al prelievo del sangue. Un buchino qui, uno là. Ad un certo punto mi dice: “Potrebbe farsi da parte, altrimenti mi fa emozionare”. Esco volentieri per non vedere sgonfiare il babbo. Ma sono tutti gentili. Lo so 7 ore di attesa, in quella grande sala, uno vicino all’altro, ognuno immerso nel suo dolore o pensiero. Li vedo e vorrei tanto fare qualcosa per tutti loro. Una mano riesco a darla ad una famiglia. Hanno un piccolino tra le mani e li accompagno al Pronto Soccorso pedriatico, che non sanno dove si trovi. Che tenerezza quella piccola creatura. La vedo, immersa in quella copertina. Rossa di febbre. Rientro e accompagno mio padre in reparto: pneumatologia, la stessa camera dove era stata mia madre. Una nuova promessa, riportarti a casa.








auguri per il tuo vecchio, amico
Grazie Oscar, incrocio ancora una volta le dita
Come va?
Cara amica Red, ti ringrazio. Va un pochino meglio. Per scaramanzia e soprattutto vista l’età del babbo, non dico ancora niente. Ma va meglio.
Grazie ancora, di cuore