14 ore su una barella
15 Luglio 2009
2009. Un anziano signore di 84 anni viene portato da un’autoambulanza alle ore 22,00 presso il pronto soccorso di un ospedale importante. Un ospedale “unico” in quanto raccoglie le richieste di vari comuni.Questo signore di 84 anni ha avuto un malore ed è caduto per terra mentre portava nel cassonetto vicino casa il sacchetto della sua spazzatura. All’arrivo viene registrato. E’ su una barella. Codice giallo. Questo signore qualche mese fa era stato ricoverato in quell’ospedale per una forte anemia. Era stato controllato, per accertare che non vi fossero brutte perdite. Era stato aiutato con diverse trasfusioni ed infine dopo circa 20 giorni era stato dimesso. Tutto questo appare nel computer del pronto soccorso questa sera. A questo signore di 84 anni viene fatto un ecg, poi misurata la pressione. E’ sempre sulla barella, nello stanzone del pronto soccorso insieme ad altri feriti e malati. Solo una piccola tenda divide queste persone. Dopo due ore una radiografia, ma non ci sono fratture alla spalla. Sempre nel computer c’è un’altra informazione. Poco tempo fa un altro ricovero. Sempre un malore, una caduta, un femore rotto, una operazione, una protesi, una riabilitazione. Un mese e mezzo di ospedale. Con altre trasfusioni in quanto l’emoglobina era scesa ancora. Questo c’è scritto. Questo signore di 84 sente strani aghi all’altezza delle spalle. Il medico vede inoltre che da qualche anno c’è una coronaria chiusa e qualche altro piccolo problemino al cuore e allora decide di non dimetterlo (aveva già preso questa decisione). Vuole anche un controllo degli enzimi per valutare se c’è o c’è stata una ischemia. Controllo alle 4,00 e poi alle 10,00 del mattino successivo. Questo signore di 84 anni passa la notte in quello stanzone, tra malati e feriti che arrivano di continuo. Sempre sulla stessa barella. Alle 12,30 le risposte degli esami, tutto bene. Viene dimesso da un’infermiera dopo altri 40 minuti in quanto la dottoressa sta suturando un paziente. Viene accompagnato in piedi alla porta perchè non ci sono sedie a rotelle. Queste sono solo nei film americani, forse. Alle 14,30 è finalmente nel suo letto e può riposarsi, anche se non ha capito perchè è caduto e nei fogli non c’è scritto. Questo signore di 84 anni non era solo questa notte, aveva altri compagni di avventura in quello stanzone, su altrettante barelle. Tutti divisi da esili tende. E così è stato ieri e sarà domani. Altri anziani come lui, altri più giovani. Questo ospedale “unico” ha però al suo interno ristorante, self service, bar, edicola, parrucchiere e altri negozi, perchè siamo nel 2009 e viviamo in un mondo pieno di esigenze.





16 Luglio 2009 at 06:38
e perchè sia stato male credo non lo saprai mai
e non so se è meglio al TIENITELO che mi son sentita dire da un illustre medico in un illustrissimo ospedale
come tienitelo, io non sto bene e te mi dci tienitelo?
tant’è
mi tocca andar fuori calabria
sperando di non sentirmi dire tienitelo anche lì
mah