Non c’è altro di cui parlare?
Viviamo in un paese dove vige la democrazia e quindi si può dire o scrivere un pò di tutto. E anche quando si assiste a qualche tirata d’orecchie (vedi Santoro e Vauro) alla prima occasione ci accorgiamo che la tirata era solo un parlare, e tutto rimane tale e quale. Oggi:
Non credo che Berlusconi riesca a durare al vertice di questo paese ancora per molto più di un anno. Ci saranno prese di distanza fra i suoi stessi alleati e anche fra gli zelanti servitori di oggi. L’uomo che ha affidato tutto sè stesso all’immagine, dall’immagine verrà ricondotto a figura patetica. Saranno le donne a sancirne la caduta nel disonore.
Il vecchio bavoso che telefona di notte alle ragazzine e ne trasporta a decine col jet privato in Sardegna per la festa di Capodanno, è un uomo di potere che ha perso il controllo delle sue facoltà mentali.
Lo scrive Gad Lerner nel suo blog, ma non è il solo, purtroppo. In Francia, paese antipatichino per tanti motivi, quando il suo presidente ha deciso di cambiar moglie, lo ha fatto assumendo le responsabilità del caso, affrontanto gli attacchi della sua ex, prima, e dopo dei suoi avversari politici. Ma la bufera è finita presto, dimostrando una certa intelligenza comportamentale. In Italia l’intelligenza è ancora ben lontana e ancora oggi ovunque si parla e ovunque si scrive di Berlusconi e questa Noemi. Non c’è altro davvero di cui parlare, ragionare, discutere. Queste sono le uniche argomentazioni portate avanti anche da tutto lo schieramento politico della opposizione?
Per carità ognuno è libero di usare le armi che ha e nel modo che preferisce. A due settimane dalle elezioni, preferirei sentir parlare di programmi, non di questa diciottenne napoletana, di veline o altro di simile.








Sarebbe bello non doverne parlare. Sarebbe bello che il premier 73enne si tenesse la patta dei pantaloni chiusa, in primis. In Francia Sarko non ha invitato nella sua villa delle ragazzine per allietarne le serate: ha cambiato moglie; un po’ di gossip e finisce lì.
Sulle veline lo scandalo, che personalmente mi indigna, sta nella selezione delle future classi dirigenti: se il primo partito italiano si affida alla mignottocrazia, ecco, io da cittadino mi preoccupo.
Detto questo Lerner, oltre ad essere ugualmente bavoso nel rimestare nel torbido, è pure invidioso
Caro amico, non ci tengo davvero a vedere se la patta dei pantaloni del presidente è aperta o chiusa. Cerco solo di valutare quello che politicamente sta facendo per il paese per poi alla fine esprimere il mio giudizio ed esprimere il mio voto. Pare che in molti abbiano invece le prove e non so come ciò sia possibile. Mignottocrazia? A parte la Carfagna, che comunque sta facendo il suo lavoro….
Condivido pienamente il giudizio su Lerner
Un presidente deve essere al di sopra di ogni sospetto e il Nostro in nessun caso lo è. Ma ciò che indigna è il candore della ragazza quando, candidamente, ammette (senza provare un brivido si vergogna) che il suo obiettivo è candidarsi alla camera e per tale progetto ci penserà il “papi”!!! 1 si è già candidata, ne restano da trovare solo 99!
Maria Adele oltre all’argomento che può essere o meno motivo di accesa discussione (politica?) a me indigna anche il tono e le parole usate.
magari non resistesse più di 1 anno… secondo me Gad sogna un po’ come tutti noi “anti-Berlusconiani”!!
Stefano, son convinto che ne esce bene
Il problema è quando i programmi non ci sono!?
(ed il mio è un discorso bipartisan)