Non meditar vendetta! ma siedi sulla riva del fiume e aspetta di veder passare il corpo del tuo nemico!
Di frasi come queste ne potremmo scrivere altre ancora dopo aver letto la notizia della morte del carceriere Santos, quello che torturava con il suo feroce cane i prigionieri iracheni nel famigerato carcere di Abu Ghraib. Divenne un famoso simbolo della vergogna americana. Processato, condannato ed espulso dall’esercito.
Spinto da non si sa quale volontà era ripartito come mercenario per una società privata, questa volta per l’Afghanistan, e lì colpito da una mina è morto. (da corriere.it)








se l’è proprio andata a cercare questa mina! Ogni tanto bisogna saper leggere il destino anche in un’espulsione dall’esercito!!
Beh, non si meritava di certo la morte per aver trattato così i prigionieri, però qualcosa doveva avere! Bella la frase che hai usato come titolo nel post!
Giustistizia è fatta!
ciao Enrico.
Vicky
Bhe si, non si può meritare la morte (o almeno così si dice in giro), ma effettivamente non è un reato stare sulla riva e guardare il fiume scorrere.
D