Sant’Anna, come i partigiani avrebbero tradito gli abitanti


Qualche giorno, in occasione dell’uscita nelle sale cinamatografiche del film di Spike Lee, “Miracolo a Sant’Anna” scrissi anche io un post nel cui riportavo quello che mi avavano raccontato a riguardo di quell’orribile strage. Ieri, mentre mi recavo in auto a Genova per lavoro, il mio collega mi dice: “sai che mia mamma potrebbe finire sui giornali?” Oggi infatti è apparso un articolo, in prima pagina su “Il Riformista” di Fabrizio d’Esposito :”Ecco il volantino che condannò Sant’Anna”. Riporta un documento che la mamma del mio collega, che conosco da tantissimi anni, ha conservato per tutto questo tempo. Un foglio importante che spiega come andarono veramente i fatti. Riporto alcune parti dell’articolo:

“Questa cosa mi bolle dentro da cinquant’anni e adesso con le polemiche sul film ho deciso di tirarla fuori”. A parlare è una signora di ottantuno anni e il film a cui fa riferimanto è “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee. Il 12 agosto del 1944, la data dell’infame eccidio nazista, la donna si trovava sfollata in un paesino vicino Sant’Anna di Stazzema. Ma “lassù c’era mia cognata che fu uccisa con il suo fratellino”. Non solo: a sua volta il fratello della signora recuperò da un partigiano che l’aveva staccato dalle pareti della chiesa di Sant’Anna pochi giorni prima della strage, un volantino firmato Brigata Garibaldi che invitava la popolazione alla resistenza passiva e a non lasciare le case. Si tratta di un documento che abbiamo riprodotto oggi sul giornale e attorno al quale ruota l’intero giallo delle motivazioni che spinsero le SS a trucidare quel giorno 560 tra donne, bambini ed anziani. Ancora oggi, infatti, non è stata appurata la vera causa che scatenò la ferocia delle truppe tedesche……………..Entra in ballo il documento custodito dalla signora per mezzo secolo. Tutto accade nell’arco di due settimane:dalla fine di luglio al 12 agosto del 44. Nella sentenza del tribunale di La Spezia, si legge che il rapporto tra i partigiani e la popolazione locale sulle Apuane non era delle migliori. Molti sbandati, per esempio, seminavano il terrore in maniera ingiustificata…………….Poi ai primi di agosto “nonostante l’opposizione dei residenti civili” come scrivono i giudici, sette soldati tedeschi vengono uccisi dai partigiani. Si arriva quindi all’ordine di sfollamento impartito dai tedeschi………Secondo testimoni l’ordine viene affisso sulle pareti della chiesa. I partigiani lo tolgono subito ma la voce si sparge. Molti riescono ad andare via e nel frattempo compare un nuovo volantino, datato 29 luglio 44 firmato dalla Brigata partigiana Garibaldi. E’ un appello alla popolazione versiliese a non lasciare il paese: “Bambini, anziani e donne non abbandonino le case, gli eserciti della liberazione sono ormai a pochi chilometri, le formazioni partigiane sono pronte all’azione e risponderanno alle rappresaglie. Dice la signora che ci ha dato il volantino “Molti decisero di non andare via perchè si sentivano protetti dai partigiani, ma non fu così”…………E della mancata protezione parlano anche i magistrati della sentenza che stabiliscono in 363 il numero delle vittime “più plausibile” senza per questo togliere nulla alla gravità dell’eccidio: “ I pochi superstiti della strage ripensando al volantino con cui si invitava la popolazione a resistere all’oppressore tedesco, si lamentavano di essere stati abbandonati, nonostante la promessa di protezione".

3 risposte a “Sant’Anna, come i partigiani avrebbero tradito gli abitanti

  1. @ Enrico – forse se veniva pubblicato sul Corriere…Io ho avuto grosse difficoltà a trovare il Riformista

  2. Pingback: Il Blog di Enrico » Blog Archive » Miracolo a Sant’Anna

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