Riflessioni scolastiche

24 Luglio 2007

Stamani mi sono svegliato presto, giusto in tempo per togliere oggetti vari dal giardino e panni stesi sul retro. Se avevate intenzione di fare un bagno al mare in Versilia, cambiate rotta, oggi solo bagno di acqua distillata proveniente da nubi scure. Poi fatta colazione sono andato in camera di Luca. Dormiva, tutto storto nel letto (proprio come me). Lo guardavo e pensavo a quando, fra non molto, dovrà stravolgere le sue abitudini mattutine, svegliarsi presto, fare colazione senza i suoi cartoons e correre a scuola. A settembre andrà in prima elementare. E per mille motivi, un pò mi tremano le gambe. Bè mi tempi, quando con la cartella in cuoio sulle spalle, grembiulino nero e fiocco azzurro, me ne andavo a scuola, dopo essere passato dal panificio e avere comprato 20 lire di focaccia per la ricreazione delle 10,00. E’ passato tantissimo tempo, forse troppo per avere un figlio così piccolo. E com’è cambiata la scuola. A proposito, ho ritrovato una lettera scritta da un ragazzino che è stato bocciato, volevo proporvela e se volete commentatela.

Consiglio di un ragazzino bocciato ai suoi insegnanti – ripresa da Qn

«Ho 11 anni e faccio la prima media. Sono stato bocciato perchè ho fatto il “pirla” tutto l’anno. Infatti mi hanno bocciato: 1) perché dormivo durante le lezioni; 2) perché non ero mai attento; 3) perché non ho ascoltato i consigli di nessuno; 4) perché non volevo sembrare secchione davanti agli altri. Vorrei, però, dare ai professori alcuni miei pareri prima di ripetere l’anno: 1) non essere severi nei confronti degli alunni se fanno il loro lavoro. E’ meglio premiarli per avere più attenzione in classe; 2) è assolutamente obbligatorio avere un buon colloquio alunni-insegnanti; 3) alcune volte lasciate “il collare a strozzo” e la museruola e parlate con i ragazzi. Renderanno di più a scuola e nella vita;
4) alcuni ragazzi hanno bisogno di essere lasciati stare. Non assillateli con i compiti a casa. Se spiegate bene, poi, i ragazzi prenderanno bei voti in classe. Invogliateli!; 5) alcune volte sedetevi a cerchio a parlare delle paure della vita. Può rendere i ragazzi più sicuri di loro».
E ora, scusate!, vi chiedo: perché avete bocciato questo ragazzino?

Technorati tags: , ,

16 Responses to “Riflessioni scolastiche”

  1. Sbloggata Says:

    La lettera sarà di un ragazzino maturo ormai.
    La scuola di oggi è molto cambiata…la vivo attraverso i racconti di mia mamma e l’energia vitale che caratterizza il suo lavoro di insegnante.
    Sono cambiati gli insegnanti e sono cambiati i ragazzi…sono cambiate anche le metodologie. Da quello che ho modo di osservare accanto a me…è una scuola che può funzionare.

    E che Luca si goda le vacanze!
    :o )


  2. I piccolini che entrano in prima elementare, mi fanno sempre una grande tenerezza. Non sanno che in parte stanno perdendo la loro spensieratezza, che il periodo più bello della loro vita inizia a finire.

  3. kit Says:

    non lo so che scuola hai fatto…ma c’era un autore latino che ha scritto sull’educazione e l’insegnamento a scuola nel primo secolo dopo cristo, con una lungimiranza non da poco. Non è andato propiamente ascoltato…

  4. kit Says:

    …era con la sua Institutio oratoria….
    Ho finito di fare l’acculturato…. :-)

  5. kit Says:

    uffaaaaaaaaaaaa….l’autore è QUNTILIANO
    alla fine ce l’ho fatta…


  6. il ragazzino mi sembra un tipo tosto….
    …. forse non ha ottenuto risultati ma tutto sommato ha le idee chiare, ed i professori dovrebbero stare ad ascoltare le sue parole … dentro ci sono piccole verità!

  7. Signor Ponza Says:

    Sembra scritto da un ragazzo molto più grande. Se così non fosse vuol dire che forse gli insegnanti non hanno capito in pieno quella che, secondo me, deve essere la funzione della scuola.

  8. enrico Says:

    @ Sbloggata – spero proprio funzioni, anche se i segnali non sono spesso ultimamente positivi
    @ Alessia – si, vero, ma non siamo troppo pessimisti dai. E’ un periodo nuovo, diverso, spero per mio figlio e tutti gli altri ricco di ogni cosa.
    @ Kit – Ho fatto il liceo scientifico e tre anni di Economia e Commercio. Ma devo andare troppo lontano per ricordarmi cosa diavolo aveva detto Quintiliano. Vado a fiducia
    @ Andrea – Piccole verità..hai detto proprio bene
    @ SPonza – stessa cosa che ho pensato io, papale papale

  9. sciura pina Says:

    Potrei averla scritta io

  10. babbions Says:

    Caro Enrico, buongiorno, prima di tutto. Ho letto tutto quello che hai postato. Sull’eutanasia…, lasciamo perdere. Troppo lungo il discorso, non sono troppo d’accordo, forse con te. Ma a parte questo.., la lettera dell’undicenne “bocciato”… mi sembra più che altro che la lettera gliela abbia scritta qualcun altro, tipo mamma preparata o papà preparato. Non sembra una lettera scritta da un preadolescente. Anche se così fosse.., dovrebbero pubblicarla da tutte le parti, anche sui muri. Io faccio parte di quelli che delle maestre, degli insegnanti non ho assolutamente fiducia. Non di tutti, ma di parecchi. Basta una mela marcia (tra gli insegnanti) a rovinare un/una ragazzina in preadolescenza se non addirittura in scuola elementare. Sono per la bocciatura delle scuole, di tutte. Chi ama studiare lo faccia. a casa. propria. difeso. da professori, bidelli, e gli stessi compagni di scuola. Tanto chi ama studiare.. lo farà lo stesso. Sono per l’autodidatta, molto ma molto più preparato di un qualsiasi laureato che ha anche avuto la possibilità di pagare cifre paurose per comprarsi i libri obbligatori di testo, per pagare le trasferte fuori città, fuori paese, fuori. No. Sono completamente contraria al sistema scolastico istituzionalizzato.
    So che questo discorso è un po’ troppo di parte, … già..,
    comunque grazie, enrico, per tenerci sempre così ben informati. Vanna. un po’ araldica!! :-(

  11. enrico Says:

    @ Vanna – Come ho già affermato anche io credo che sia una lettera un pochino indirizzata. Comunque se fosse oppure no, mette in risalto forse quello che ho notato per esempio alla materna di mio figlio. Un discreto menefreghismo da parte delle insegnanti. Della serie l’importante è arrivare al 27, giorno di paga. Credo che in effetti i tempi siano notevolmente cambiati da quando io andavo a scuola. Adesso non vedo e non sento che esiste un rapporto aperto tra insegnante e alunno e viceversa. Credo invece sia fondamentale. Ma anche qui si apre forse un discorso talmente ampio e vasto che servirebbe forse un blog intero per approfondire la cosa. Per quel che mi riguarda, mio figlio a settembre inizia la sua vera avventura scolastica (la materna non l’ha fatta tutta). Credo i primi anni siano importanti non tanto per imparare le materie, ma soprattutto per imparare un nuovo stile di vita.
    Ho scelto, e spero di avere fatto la cosa migliore, una scuola dove ho potuto conoscere i suoi insegnanti e sarà in una classe di soli 10 bambini. Così potrà essere seguito meglio.
    Ciaux Enrico

  12. gattopazzo Says:

    Sono insegnante.
    Non ho bocciato io il ragazzo (nn insegno nelle medie inferiori).
    Ma se i genitori sono tipi da prendersi la briga di scrivere una lettera del genere al posto del figlio (non l’ha scritta un ragazzino di 11 anni di sicuro, per contenuti e sintassi) è facile da capire perché sia stato bocciato.

    Per quanto riguarda il tuo Luca… bè, è normale che ti tremino le gambe :D
    Il mio ha finito quest’anno la seconda elementare e, nonostante io insegni (o forse proprio per questo), a me non hanno ancora smesso di tremare.

  13. enrico Says:

    @ Gatto – se ti tremano le gambe a te………direi che è davvero poco rassicurante

  14. babbions Says:

    L’importante è essere sempre (….) presenti!! Tanti tanti auguri al tuo piccolo. Penso, anzi sono convinta che la prima elementare sia l’anno più difficile per tutti. Credo che imparare a leggere e scrivere sia la cosa più difficile per un essere umano. Poi il resto va da sè. Un grande abbraccio e ancora tanti tanti auguri all’erede che si trovi specialmente tanti amici!!!! :-)

  15. enrico Says:

    @ Vanna – gentile e carina, come sempre. Grazie

  16. gattopazzo Says:

    guarda, io ho sempre insegnato al liceo e non ho nessuna esperienza di insegnamento con bambini delle elementari.
    inoltre detestando quei genitori che difendono i figli a spada tratta anche di fronte all’evidenza più assoluta, ho sempre cercato con i miei figli (la prima si è appena laureata) di non commettere l’errore di far lo stesso.
    una cosa è essere presenti e far capir loro che siamo sempre pronti a “raccogliere i cocci”, un’altra è che i figli ci pensino complici comunque, per qualsiasi cosa.
    ma purtroppo, pur non partendo prevenuta nei confronti delle insegnanti, pur conoscendo mio figlio che è una lenza, mi sono trovata a cambiargli scuola al volo.
    ora va molto meglio, ma… (forse pretendo troppo?)
    ;)


Leave a Reply